Nel mondo greco antico l'agorà era la piazza principale della città, il fulcro di tutta la vita politica, religiosa ed economica. L'"Agorà" del film che vi presento (in onda mercoledì) si trova ad Alessandria d'Egitto nel IV secolo d.C., e da luogo di confronto culturale diventa focolaio di ferocissimi scontri. Al centro di tutto questo c'è Hypatia (leggi "Ipazia"), una scienziata di talento realmente esistita e solo da poco riconsiderata per il suo valore.
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| "Agora", regia di Alejandro Amenabar (2009) In onda mercoledì 10 luglio su Rai 4, alle ore 21.10 |
Nel IV secolo d.C. la città di Alessandria d'Egitto, vivace centro culturale ed economico, è preda degli scontri tra diverse fazioni religiose. In tutto questo a farne le spese è la famosa biblioteca, luogo simbolo della cultura e della scienza. Lì si trova intrappolata la giovane astronoma e filosofa Hypatia (Rachel Weisz) che, mentre la violenza si scatena non risparmiando nè uomini nè libri, insieme ai suoi allievi cerca di salvare il prezioso patrimonio culturale dell'antichità.
Qualcuno disse che dove si bruciano libri, prima o poi si bruciano anche le persone; io sono dello stesso parere. Nei libri è contenuto il sapere che altri uomini prima di noi hanno depositato, frutto della loro appassionata ricerca o dei loro sentimenti. Trattare la cultura come una nullità significa mancare di rispetto anche alle persone, e facilmente si arriverà a trattare le persone stesse come nullità.
In questo film è il fondamentalismo religioso la leva che spinge a tutto questo, conducendo (come spesso avviene nella storia) ad un drammatico finale.
In questo film è il fondamentalismo religioso la leva che spinge a tutto questo, conducendo (come spesso avviene nella storia) ad un drammatico finale.
L'opera però va anche considerata come il primo tributo cinematografico alla figura di Ipazia, la talentuosa astronoma di cui nel film vengono sottolineate le ricerche e le scoperte. Troppo presto e barbaramente sottratta alla Storia, Ipazia è considerata martire del paganesimo e simbolo della libertà scientifica contro ogni fondamentalismo religioso. Ogni donna (ma non solo) dovrebbe conoscere questa figura di scienziata, soprattutto se è una ricercatrice lei stessa, e prenderla ad esempio. Io qui mi limito umilmente a farla "mia musa" ed osservarla dal punto di vista dell'abbigliamento, affascinata come sono dallo stile di un periodo così antico e di un luogo denso di contaminazioni culturali quale doveva essere Alessandria d'Egitto. Con una riflessione: in tutte le epoche, abiti femminili e ottime capacità scientifiche possono tranquillamente andare d'accordo!
Buona visione, ora e mercoledì.

