Seguendo il filo delle décolleté nude mi sono aggirata tra le opere del '900 (prima le donne mostravano poco i piedi :)) ed ho trovato questo bel quadro di Antonio Donghi.
Donghi fu il principale esponente di una corrente dal nome particolare: il "realismo magico".
Si tratta di un modo di dipingere che prese piede a partire dagli anni '20: dopo l'ondata delle avanguardie e l'avvento dell'astrattismo, alcuni pittori preferirono un ritorno alla realtà e all'oggettività. Ma la realtà veniva da loro rappresentata con una composizione ed una nitidezza quasi stranianti, da qui il termine "magico".
"L'altalena" ci mostra una scena che potrebbe essere normalissima: una donna che si diverte a tornar bambina dondolandosi sull'altalena, nel giardino di casa. Però, a ben vedere... la figura così sospesa, lo sguardo perso nel cielo, lo scenario così pulito e quasi perfetto nella sua essenzialità... invece che libertà ed ebbrezza trasmettono un senso di strana immobilità. Più che una donna sembra una bambola di porcellana, non vi pare? Insomma, la pittura di Donghi parla di una "realtà irreale", se così si può dire :)
Ora veniamo al look della nostra protagonista, perfettamente anni '30 - il periodo in cui Donghi fu più attivo. Le graziose scarpe col tacco non troppo alto (proprio come piace a me... adoro le décolleté di quel periodo!), la pettinatura che incornicia il viso, e infine l'abito a mezza lunghezza e maniche corte che segue le linee del corpo. Ecco la mia proposta per copiare l'outfit:

