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venerdì 5 dicembre 2014

Arte e ombrelli: da parasole a parapioggia [moda+pittura]

Buona giornata! Un'altra di pioggia, eh? Ma sì, consoliamoci pensando che almeno non fa freddo e che Natale si avvicina... e che questo è l'unico ponte festivo in cui se fa brutto "va bene lo stesso" :)
Vi presento subito il quadro di oggi, "Donna con parasole giapponese" o "Donna con ombrello giapponese" ad opera di Anna Bilińska-Bohdanowicz.


Oggi la ricerca di ombrelli fantasia nel mondo dell'arte mi ha rivelato una grande verità sulla storia del costume. Gli ombrelli, proprio gli ombrelli da pioggia, sono sempre stati di una tristezza infinita. Fino a pochi decenni fa non era concepibile che un para-pioggia potesse essere carino, simpatico o anche solo delicatamente colorato. No, doveva essere nero o al massimo grigio antracite, in pieno accordo con il clima per il quale s'ha da tirarlo fuori.
Se non siete convinti fidatevi di Renoir:


venerdì 14 novembre 2014

La ragazza dal kimono blu [moda+pittura]

Una volta c'era il ragazzo dal kimono d'oro, oggi vi presento la "Ragazza dal kimono blu" :)
Il dipinto è opera di William Merritt Chase, pittore americano attivo sul finire dell'800 e seguace oltreoceano dell'Impressionismo.


I quadri di Chase - che oltre a dipingere insegnava pittura - sono numerosissimi e molto vari: paesaggi, scene d'interni, nudi, ritratti... Il suo contributo all'arte è stato certamente importante se consideriamo il suo ruolo nel divulgare l'Impressionismo in America, ma concordiamo tutti sul fatto che si tratta ancora una volta di un "minore". A noi comunque non importa, vero?
Quello che conta è poterci gustare un quadro come questo, delicato nei tratti e ricco di colori sapientemente dosati.

Blu è il kimono della ragazza ed è la linea verticale che essa crea in mezzo al dipinto, accesa dal chiarore nei punti giusti: il triangolo della sottogonna, il cerchio del ventaglio, l'ovale del viso.
Gialla è la linea della cintura, che richiama lo sfondo; rosso è il divano che taglia orizzontalmente la scena. Nei cuscini e nel tappeto ritroviamo gli stessi tre colori (i colori primari) con l'aggiunta di un tono di verde molto delicato che si sposa perfettamente. Tutto l'insieme cromatico crea un ambiente caldo e confortevole in cui la ragazza appare a suo agio, anche se forse un po' stanca o malinconica (non dà anche a voi quest'impressione?)

Un kimono l'avevamo già visto in un'opera giapponese, qui invece il capo è indossato fuori dal suo contesto. Vale la pena soffermarsi su questo aspetto anche perché non è l'unico ritratto di Chase in cui la modella indossa l'abito simbolo del Giappone. A partire dalla seconda metà dell'800 l'arte occidentale subisce un notevole influsso dal contatto con quella nipponica grazie all'arrivo in Europa di numerose stampe giapponesi, giunte attraverso la Compagnia delle Indie. La curiosità per l'universo artistico e culturale del Sol Levante è tanta, soprattutto per i pittori che trovano un nuovo stimolo nell'osservare quello stile così "diverso" e nel trarne ispirazione: il fenomeno prende il nome di Japonisme (Giapponismo) e coinvolge un po' tutti, con esiti importanti nell'evoluzione artistica di "mostri sacri" quali Van Gogh, Manet, Monet, Degas, Renoir, Klimt.

Ma una volta aperta una porta estetica sul Giappone non poteva che giungere in Occidente anche tutta una serie di giapponismi quotidiani, che da allora a più riprese hanno contaminato il nostro mondo declinandosi di volta in volta secondo il gusto del periodo. Architettura d'interni, arredi, oggettistica... e naturalmente la moda! Le signore borghesi dell'800 scoprirono così il kimono, ma anche accessori quali spilloni per capelli o ventagli in bambù e carta di riso come quello del dipinto. I motivi floreali delle stoffe giapponesi affascinarono tutti al punto da entrare a pieno titolo tra le fantasie riprodotte sugli abiti e sui tessuti per la casa... e da allora non hanno più abbandonato i nostri guardaroba.

venerdì 20 settembre 2013

L'orecchino dipinto (e se fosse un ear cuff?) [moda+pittura]

Buondì amici di blog! Il dipinto che ho scovato oggi è un ritratto dall'inquadratura particolare, ad opera dell'olandese George Hendrik Breitner. "L'orecchino", così il titolo, immortala una donna di spalle nell'atto di fissare un gioiello all'orecchio. 


L'orecchino

George Heidrik Breitner

L'idea del pittore, molto originale, è quella di aver messo il soggetto di spalle lasciando però vedere il suo volto - e il suo gesto - riflessi nello specchio. Nel gioco creato appare anche la finestra dietro la donna, e la vegetazione oltre ad essa. Quel piccolo rettangolo è il punto focale del quadro, il punto dove conduce la linea verticale della donna avvolta nel suo abito/vestaglia-kimono (il "giapponismo" contagiò la moda europea proprio nella seconda metà dell'800). Già, si tratta di un abito o di una veste da camera? La donna si sta preparando ad uscire, o forse è appena rincasata (da una notte folle, visto che il sole è già alto!) e si è messa comoda, e l'orecchino lo sta togliendo? O forse attende un incontro galante e clandestino? Il mistero rimarrà irrisolto, possiamo solo immaginare...
...e provare ad imitare il look fascinoso di questa signora belle epoque:

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