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venerdì 10 marzo 2017

Una lettrice in romantico azzurro [moda+pittura]

Due parole al volo per presentarvi il dipinto di oggi: si intitola molto semplicemente "Donna che legge" ed è ad opera di William Chadwick (1879-1962), pittore dell'Impressionismo americano.


Chadwick dipinse nel 1911 circa questa graziosa lettrice che si presenta come una nuvola di colori delicati, dall'azzurro dell'abito (richiamato dal telo sullo sfondo) alla macchia di toni rosati dello scialle. Le amanti del look alla "gibson girl" tipico di quegli anni possono imitare anche la pettinatura - oggi sono in commercio vari trucchetti per realizzarla - mentre tutte le altre si limiteranno a copiarne il romantico outfit... un po' rimodernato, come nostro solito :)

venerdì 11 novembre 2016

Autumn in Paris - L'autunno di Mary Cassatt [moda+pittura]

Non poteva esserci dipinto più in tema con l'argomento della settimana che questo "Autunno" di Mary Cassatt, un olio su tela del 1880.



La storia di questa pittrice mi è cara perchè fu una delle poche che vidi sul libro di storia dell'arte al liceo, ed in effetti è una delle rare volte in cui - nel passato - il talento artistico di una donna ebbe modo di nutrirsi, manifestarsi e salire agli onori della Storia.
Mary Cassatt nacque in Pennsylvania (USA) in una famiglia benestante, che le offrì un'infanzia di agi, cultura e viaggi per il mondo. Nel corso di soggiorni in Europa ebbe modo di scoprire l'opera dei pittori francesi allora più in auge: Courbet, Corot, Ingres, Delacroix. L'arte le entrò nell'anima e la spinse a intraprendere la carriera di pittrice, studiando prima in un'accademia americana e poi a Parigi, dove si trasferì a ventidue anni.

venerdì 23 ottobre 2015

Idillio d'autunno [moda+pittura]

Mentre ci incamminiamo verso novembre facciamo un piccolo passo indietro ad ammirare questo dipinto, che ci parla ancora di un assolato tempo settembrino. Autunno sì, ma appena iniziato, col sole ancora intenso e le foglie appena appena ingiallite a indorare le chiome degli alberi e a volteggiare nella brezza. E' "Idillio" (o "La passeggiata amorosa", o "Il poeta"... quanti titoli per un solo quadro :) del pittore milanese Filippo Carcano.


Se vi dico che Carcano apparteneva al pieno '800, i più accorti di voi troveranno qualcosa di strano nei personaggi del dipinto. Avete notato il loro look, in particolare quello dell'uomo? Parrucca, braghe al ginocchio, scarpe col fiocchetto... e l'abbondanza di pizzi e strascichi della donna... tutto ci dice che i due innamorati provengono da un'epoca precedente: il '700.
Filippo Carcano rievoca una scena romantica mettendo insieme il gusto per i "tempi andati" con lo stile del proprio periodo. In un quadro del '700 non trovereste tanta cura per la resa di luci e ombre, che Carcano fa vivere sulla tela con sensibilità da Impressionista (pur non potendo propriamente definirsi tale). Quest'opera mi ha letteralmente rapito: bellissima la profondità ombrosa di quel sentiero che si perde all'infinito, in contrasto con la luminosità del soleggiato primo piano su cui si affacciano i due teneri e graziosi innamorati, che paiono statuine di porcellana... e cosa ne dite del tocco da maestro del cane? Un levriero (?) che con gesto elegante fiuta l'aria scrutando l'orizzonte, come a far strada e scudo ai suoi padroni.

Sognando di perdermi anch'io in una languida passeggiata tra il verde, mi sono dedicata a creare un outfit che, vedrete, non solo richiama il look della protagonista ma che unisce simbolicamente tutte le tre figure del quadro (i due innamorati e il loro fedele amico :)

venerdì 17 luglio 2015

Un giardino, un parasole... [moda+pittura]

...e tanta voglia di un tuffo in piscina!
Rieccomi in pista appena in tempo per regalarvi un venerdì all'insegna dell'arte.
Stavolta l'ispirazione viene dal mio ultimo striminzito post, quello di moda+cinema nel quale ho incoronato Gillipixel vincitore del quiz su Mary Poppins. Seguite il mio semplice ragionamento: 
- Qual è il simbolo di Mary Poppins? L'ombrello.
- Che ce ne facciamo adesso di un ombrello? Assolutamente nulla.
A meno che... l'ombrello non sia un ombrellone, un parasole, insomma quell'oggetto indispensabile per proteggerci dal martellare di questo caldissimo sole di luglio.
Ad esempio l'ombrellone che si staglia in questo giardino (un'altra oasi verde dopo l'amaca di venerdì scorso :)):


Lo so che questo ombrellone sembra lui stesso una palla di fuoco e non trasmette un'immediata sensazione di refrigerio, ma chissà che non sia un effetto voluto dal pittore?
A proposito, non ve l'ho ancora presentato: si chiama Frederick Frieseke e al 99,9% non l'avete mai sentito nominare. Neanch'io fino a ieri, se è per questo. Eppure è stato uno dei maggiori Impressionisti americani. Lo stile è proprio quello di un Renoir d'oltreoceano, in effetti: guardate lo scomporsi del paesaggio sotto l'influsso della luce, i volti appena tratteggiati, le forme che sfumano una nell'altra. 

venerdì 14 novembre 2014

La ragazza dal kimono blu [moda+pittura]

Una volta c'era il ragazzo dal kimono d'oro, oggi vi presento la "Ragazza dal kimono blu" :)
Il dipinto è opera di William Merritt Chase, pittore americano attivo sul finire dell'800 e seguace oltreoceano dell'Impressionismo.


I quadri di Chase - che oltre a dipingere insegnava pittura - sono numerosissimi e molto vari: paesaggi, scene d'interni, nudi, ritratti... Il suo contributo all'arte è stato certamente importante se consideriamo il suo ruolo nel divulgare l'Impressionismo in America, ma concordiamo tutti sul fatto che si tratta ancora una volta di un "minore". A noi comunque non importa, vero?
Quello che conta è poterci gustare un quadro come questo, delicato nei tratti e ricco di colori sapientemente dosati.

Blu è il kimono della ragazza ed è la linea verticale che essa crea in mezzo al dipinto, accesa dal chiarore nei punti giusti: il triangolo della sottogonna, il cerchio del ventaglio, l'ovale del viso.
Gialla è la linea della cintura, che richiama lo sfondo; rosso è il divano che taglia orizzontalmente la scena. Nei cuscini e nel tappeto ritroviamo gli stessi tre colori (i colori primari) con l'aggiunta di un tono di verde molto delicato che si sposa perfettamente. Tutto l'insieme cromatico crea un ambiente caldo e confortevole in cui la ragazza appare a suo agio, anche se forse un po' stanca o malinconica (non dà anche a voi quest'impressione?)

Un kimono l'avevamo già visto in un'opera giapponese, qui invece il capo è indossato fuori dal suo contesto. Vale la pena soffermarsi su questo aspetto anche perché non è l'unico ritratto di Chase in cui la modella indossa l'abito simbolo del Giappone. A partire dalla seconda metà dell'800 l'arte occidentale subisce un notevole influsso dal contatto con quella nipponica grazie all'arrivo in Europa di numerose stampe giapponesi, giunte attraverso la Compagnia delle Indie. La curiosità per l'universo artistico e culturale del Sol Levante è tanta, soprattutto per i pittori che trovano un nuovo stimolo nell'osservare quello stile così "diverso" e nel trarne ispirazione: il fenomeno prende il nome di Japonisme (Giapponismo) e coinvolge un po' tutti, con esiti importanti nell'evoluzione artistica di "mostri sacri" quali Van Gogh, Manet, Monet, Degas, Renoir, Klimt.

Ma una volta aperta una porta estetica sul Giappone non poteva che giungere in Occidente anche tutta una serie di giapponismi quotidiani, che da allora a più riprese hanno contaminato il nostro mondo declinandosi di volta in volta secondo il gusto del periodo. Architettura d'interni, arredi, oggettistica... e naturalmente la moda! Le signore borghesi dell'800 scoprirono così il kimono, ma anche accessori quali spilloni per capelli o ventagli in bambù e carta di riso come quello del dipinto. I motivi floreali delle stoffe giapponesi affascinarono tutti al punto da entrare a pieno titolo tra le fantasie riprodotte sugli abiti e sui tessuti per la casa... e da allora non hanno più abbandonato i nostri guardaroba.

venerdì 5 settembre 2014

Colazioni sull'erba vol. 2 [moda+pittura]


Come promesso ecco la seconda puntata della saga dei picnic artistici: stavolta giochiamo in grande con una delle opere più conosciute di Claude Monet. Il titolo riprende quello dell'ancora più famoso quadro di Edouard Manet, "Colazione sull'erba". E' un classico confondersi tra questi due pittori Impressionisti quasi omonimi, tanto più in questo caso in cui persino opere e soggetti hanno lo stesso nome :)

Prima arrivò il dipinto di Manet (1863) che fece scalpore per la nudità delle donne rappresentate. I loro corpi bianchi fanno uno splendido contrasto col nero dei seriosi abiti maschili. Nella nudità della donna Manet vedeva la naturalezza, la simbiosi con la natura circostante; però il fatto che solo la donna fosse nuda mi è sempre sembrato troppo "di parte", troppo maschilista. Per par condicio immaginavo che qualcuno dipingesse una versione femminista del quadro, con le donne vestite di tutto punto e gli uomini come mamma li ha fatti :)) In realtà se lo scopo dell'opera è esaltare la natura quelli più a mal partito qui sono proprio i maschi, infagottati nei loro abiti troppo cupi e pesanti...



Ma torniamo al quadro di Monet: ovviamente è stato il mio prescelto tra i due, visto che non potevo certo replicare la... tenuta adamitica della ragazza di Manet ;)
Monet nel 1865 ha dipinto la risposta al collega, una risposta molto più "seria" e posata: tutti i personaggi sono abbondantemente vestiti, non ci sono sguardi rivolti con insistenza allo spettatore... e be', forse ne risulta un'opera un po' più noiosa, vogliamo dirlo? Però lo spirito impressionista c'è tutto: lo si vede nell'uso dei colori, nel tentativo ben riuscito di riprodurre gli effetti della luce che filtra tra le fronde del bosco... L'opera doveva essere riproposta in dimensioni monumentali, con le persone a grandezza naturale, ma Monet si fece scoraggiare dai commenti negativi di Courbet* e lasciò tutto allo stadio di uno studio preparatorio di minori dimensioni, quello che oggi conosciamo e possiamo vedere al Musée d'Orsay di Parigi. (* Gustave Courbet, il massimo pittore del Realismo francese, corrente precedente l'Impressionismo: un mito per il giovane Monet, possiamo capire quanto la sua opinione fosse importante ai suoi occhi!)


Anche in questo picnic come nello scorso dipinto ungherese ci sono due ragazze in pole position nel convivio campestre (però qui la festa-picnic è molto più popolata ;) e allo stesso modo proverò a copiarne il look.
In omaggio all'800 però stavolta sono rimasta molto più aderente alla leggiadria degli abiti originali, che ho accessoriato pensando proprio all'epoca di Monet (ma una delle ragazze come vedrete sfoggerà uno stile vagamente più selvaggio :)

venerdì 16 maggio 2014

A caccia di farfalle [moda+pittura]

Buon venerdì ragazzuoli! Proseguiamo il nostro volo posandoci stavolta sulla Pittura e sui colori di questo grazioso quadretto campestre di fine '800: "The Butterfly Girl - La ragazza delle farfalle" ad opera dell'americano Winslow Homer.


venerdì 24 gennaio 2014

La dama in bianco [moda+pittura]

Eccoci arrivati al venerdì e all'opera che (adeguatamente rivisitata) ci consentirà, pur in inverno, di indossare i panni primaverili di una dama dell'800. "La dama in bianco" è precisamente il titolo del quadro che vi presento, un luminoso ritratto di donna in stile impressionista:


Ritratto di donna in due sensi: per il soggetto femminile, ma anche perchè l'autrice è donna; anzi, una delle poche donne riconosciute importanti nella pittura di quel periodo. Si chiama Marie Bracquemond ed è la terza delle "trois grandes dames de l'Impressionnisme", dopo le più famose Berthe Morisot e Mary Cassat (ok, non saranno conosciutissime - purtroppo -... ma ad ogni modo ricordo che a scuola queste due le ho sentite nominare; mentre di Marie Bracquemond non sapevo proprio niente).
Marie era una valida pittrice ma la sua fama fu oscurata dal marito Félix Bracquemond, anche lui artista e celebre come incisore. Félix disapprovava l'arte della moglie, si può pensare per spirito di possessività e maschilismo (purtroppo ci sono ancora oggi compagni e mariti che vorrebbero le loro donne tutte dedite a loro e loro soltanto...); ma invece no, che dipingesse pure... ma non da impressionista! Eh già, pare che fosse una pura questione di gusti artistici.

Ma veniamo al dipinto. La "dama in bianco" è una placida signora che siede in un prato, probabilmente nel corso di una scampagnata. La luce emanata dal quadro emerge dal volto chiaro della donna e soprattutto dal vestito di un bianco sfolgorante, che ne accompagna la linea sinuosa. Sotto volants e trasparenze spuntano birichine due scarpette tipo "francesine", che trasmettono un certo dinamismo alla figura apparentemente così tranquilla. Pensate possa essere difficile trasportare questo look ai giorni nostri, e per giunta d'inverno? Io ci ho provato e il risultato mi soddisfa, ditemi voi se vi piace :)

venerdì 24 maggio 2013

Nel vento di Monet [moda+pittura]

Due settimane fa abbiamo visto una ragazza andare in altalena sembrando immobile; oggi invece tutto si muove intorno alla "Donna con il parasole" di Claude Monet, che si staglia sferzata da un vento palpabile. Sì, sembra davvero di sentirlo addosso questo vento di primavera (o forse già estate), che fa correre le nuvole bianche nel cielo di un azzurro bellissimo e piega l'erba e le spighe del campo.


La immaginiamo sulla cima di una collina e ci chiediamo cosa stia osservando, là dove noi non possiamo vedere: il suo amato? i suoi figli che giocano nel prato? la sua casa, la sua terra? o forse, semplicemente, il paesaggio assolato che la incanta fino all'orizzonte terso.

Monet ha dipinto diverse versioni di questo soggetto, sempre con la sua modella preferita come protagonista: Suzanne Hoschedé, moglie di un altro pittore impressionista.
L'abito bianco di Suzanne era il tipico look estivo nella seconda metà dell''800, ma anche oggi possiamo concordare sulla sua bellezza e praticità: leggero e fresco, si sposa bene sia con l'incarnato chiaro (come quello che allora era apprezzato e protetto, appunto, dall'ombrellino parasole) che con quello abbronzato.
Ottimo poi il dettaglio del foulard azzurro, che mosso dal vento si confonde col cielo.
Ecco dunque un'idea per interpretare la musa di Monet:

venerdì 22 febbraio 2013

Colpo di specchio per Manet [moda+pittura]

Eccoci arrivati alla fine della settimana, all'appuntamento con la moda vista attraverso l'arte.
I giochi di riflessi che avevo scelto per le foto delle bloggers oggi ricompaiono in uno dei quadri più celebri di Edouard Manet: "Un bar alle Folies-Bergère" (1881-82). 


Si nota immediatamente la particolarità del dipinto: Manet ha scelto di rappresentare la sala del locale - con tutta la sua animazione di gente borghese - non direttamente ma attraverso lo specchio alle spalle della cameriera. E, aggiungerei, anche attraverso lo sguardo della ragazza, che non è certo lì per divertirsi come tutti gli altri (e si vede). Il dettaglio dell'uomo che le sta parlando è un tocco da maestro: è in primo piano, ma anche lui è riflesso, è... come se fosse noi, lì davanti al bancone pieno di bottiglie e frutta.

Nell'insieme dei tratti e dei colori, tipici dell'Impressionismo di Manet, cogliamo l'abbigliamento della cameriera in quasi tutta la sua interezza: una sorta di divisa elegante, che possiamo copiare in questo modo:


venerdì 7 settembre 2012

Sulla terrazza [moda+pittura]

Eccomi a proseguire il discorso "relax in terrazza" con un soggetto questa volta pittorico.
Dopo le ultime piogge susseguite al caldo, è veramente bello godersi il sole anche in città!
Qui la terrazza è vissuta dalla donna e dalla bimba dipinte da Renoir nel suo stile inconfondibile.


La balconata e lo sfondo con fiume e canoe mi fanno pensare che l'ambientazione sia la stessa di uno dei suoi quadri più famosi, la "Colazione dei canottieri": non pare anche a voi?
Renoir resta uno dei miei pittori preferiti per la delicatezza del tratto e la luminosità che riesce a rendere in tutte le sue opere. Qui in particolare il viso della donna ha una dolcezza espressiva che trovo riuscitissima. 

Come ispirarci alla toilette della protagonista, portandola dall'800 ai giorni nostri?

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