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venerdì 28 ottobre 2016

Un abito nero a fiori: contemporaneo in tutti i sensi [moda+pittura]

Per completare nel segno dell'arte la carrellata di lunghi abiti neri a fiori, ecco un quadro dall'apparenza semplice e scarna ma d'effetto: "Stomping at the Savoy" del contemporaneo Howard Morgan.


Morgan è un pittore inglese classe '49, specializzato in ritratti tanto da essere annoverato tra i membri della Royal Society of Portrait Painters. Questo suo dipinto l'ho trovato tra i pezzi in vendita in un'asta d'arte, chissà se e chi se l'è aggiudicato...

La posa atipica col volto di profilo rende l'opera interessante, così come l'espressione sfuggente della donna ritratta. Tra il chiaro della pelle e lo scuro di abito e sfondo si possono notare ricorrenti linee ad angolo: il volto con la mascella evidenziata e il taglio a caschetto dei capelli, lo scollo a V sulla schiena (ricalcato dalla posizione delle mani), la cornice di scorcio davanti alla donna... Anche i fiori stilizzati sull'abito partecipano di queste "spigolature" che nell'insieme potrebbero rendere il quadro severo, ma invece sono smorzate dai toni sobri e sfumati (benchè cupi) e dalla dolcezza che in qualche modo traspare dal viso della ragazza (almeno io un po' ce la vedo :)

Per comporre un outfit che non si limitasse al mero abito ho cercato di inserire tutti questi elementi sotto forma di capi e accessori, col risultato di un look autunnale e bohemien. Vediamo come!

venerdì 24 giugno 2016

A volte ritornano: l'acquaiola di De Blaas [moda+pittura]

Eh sì, a volte ritornano e lo fanno anche in fretta: per questa puntata non ho potuto fare a meno di riproporvi un'opera di Eugene De Blaas, "L'acquaiola" o "Acquaiola veneziana".
La scorsa settimana partendo dal quadro delle raccoglitrici di conchiglie ho fatto un giro tra i numerosi ritratti "di genere" lasciati ai posteri dal nostro Eugene, e tra i tantissimi soggetti femminili sono rimasta affascinata da questa giovane portatrice d'acqua


venerdì 29 aprile 2016

Ingres, un abito a fiori e un ritratto in divenire [moda+pittura]

Buonasera a tutti signori e signore, quest'oggi alla nostra tavola d'arte e moda siede nientemeno che un grandissimo della pittura: Jean-Auguste-Dominique Ingres, massimo esponente nel Neoclassicismo francese ('800). Ho detto "buonasera" perchè l'immagine che ci presenta il suo quadro, con la luce soffusa di un interno ottocentesco e l'opulenza di questa donna accomodata su un rosso sofà, mi comunica un'atmosfera raffinatamente serale


La dama ritratta è "Madame Moitessier". Nata Marie-Clotilde-Inès de Foucauld, aveva 23 anni quando si sposò col facoltoso banchiere Sigisbert Moitessier. Per l'occasione venne chiesto a Ingres (già sulla via del successo) di realizzare un suo ritratto, ma il pittore rifiutò: non era ancora interessato a questo genere, preferiva dedicarsi a soggetti mitologici. Quando però vide Marie-Clotilde rimase folgorato dalla sua bellezza, una bellezza che gli ricordava quella delle donne dell'antichità classica.
Ingres allora si rimangiò quanto detto e accettò di mettere mano al suo ritratto, ispirandosi proprio alle opere romane (in particolare a una figura femminile dipinta in un affresco da poco rinvenuto a Ercolano). E talmente gli piacque dedicarsi a questa impresa che per completarla ci mise dodici anni!

E' veramente strano pensare ad un dipinto che ferma sulla tela un lasso di tempo così lungo: chissà quante volte il pittore avrà riposizionato e perfezionato la figura, aggiunto dettagli, "scolpito" nuovamente quel volto che gli anni andavano man mano a maturare, anche se magari impercettibilmente... Spostando il concetto ai giorni nostri mi chiedo che effetto ci farebbe, adesso, mixare con un qualche programma virtuale tutte le fotografie dei nostri ultimi dodici anni e osservare il risultato finale (per me poi coincidono con gli anni di Madame Moitessier, è una coincidenza persino inquietante aver scoperto oggi questo ritratto! :))

Il dipinto è ricco di dettagli, a partire dalla fantasia floreale dell'abito fino ai gioielli minutamente "descritti", passando per quel colpo di genio del profilo riflesso nello specchio (ottimo escamotage per mostrarci il volto della donna da due prospettive diverse contemporaneamente ;)
I particolari non possono quindi mancare nell'outfit che andiamo a ricreare sperando di rendere il giusto onore all'illustre ospite di oggi e alla sua mutevole musa :)

venerdì 18 dicembre 2015

Il cappello nero [moda+pittura]

Buongiorno Musetti! Qualcuno di voi avrà notato la curiosa coincidenza (no, non è voluto): dal "Cappello bianco" della volta scorsa siamo finiti al "Cappello nero" di quest'oggi.
Il dipinto si intitola proprio così ed è opera di uno dei nostri amici Minori - ormai è diventata una categoria di tutto rispetto ;) , Raymond Perry Rodgers.
Per essere precisi bisognerebbe chiamarlo Raymond Perry Rodgers Neilson, giusto per non confonderlo con altri personaggi rintracciabili su wikipedia (un paio di ufficiali dell'esercito americano), ma io direi che Ray può andare bene.

Ray è stato pure lui un militare (Accademia Navale) in forze nella Prima Guerra Mondiale; non ho approfondito ma può essere che tutti questi quasi-omonimi fossero della stessa famiglia. Una famiglia certamente facoltosa e di alto livello culturale, che permise a Ray di esprimere la sua vera vocazione: la pittura, in particolare di ritratti


venerdì 4 dicembre 2015

Sfumature di grigio (e di malizia) con Greuze [moda+pittura]

Questa settimana passiamo dalla moda libera... alla moda libertina ;)
Il grigio bohemien degli abiti di mercoledì qui colora ancora forme fluide e destrutturate, materiali morbidi ed evocativi; ma prende infinite sfumature di colore e di sensoualità. "Il cappello bianco" (o "Ragazza col cappello bianco") è il titolo del quadro, ad opera di Jean Baptiste Greuze.


venerdì 1 maggio 2015

Sinfonia in bianco [moda+pittura]

Il titolo particolarmente poetico del post di oggi non è farina del mio sacco, anche se mi piacerebbe potermene vantare: mi è stato suggerito pari pari dal quadro che vado a presentarvi.
"Sinfonia in bianco" è infatti proprio il suo titolo, mentre l'autore è James Whistler (o per dirla tutta James Abbott McNeill Whistler... facciamo James che è meglio ;)
Si tratta di un pittore americano presto trasferitosi in Russia e poi in Europa, dove sviluppò la sua arte in quello che a metà '800 era un autentico crogiuolo di correnti, pensieri artistici, pittori e letterati d'ogni sorta. I maggiori influssi gli vennero da Impressionisti, Simbolisti e Preraffaelliti, ma subì anche il fascino dell'arte orientale, conosciuta durante l'Esposizione Universale di Londra del 1862 (proprio l'anno di produzione di questo ritratto femminile).

venerdì 30 gennaio 2015

Una Lady panna e miele [moda+pittura]

Finalmente può ripartire alla grande la rubrica Moda+Pittura, dove comincio da un ritratto di donna per arrivare ad una proposta outfit a lei ispirata. Con molto piacere vi presento una dama inglese del '700, Lady Bampfylde. Meglio, chi ve la presenta è il pittore che l'ha immortalata sulla tela: Joshua Reynolds.


Vado dritto al discorso "moda" perchè il suo abbigliamento è indubbiamente un tutt'uno col dipinto.
Reynolds non ha scelto di far risaltare Lady Bampfylde per contrasto, anzi: la donna emerge dallo sfondo come un elemento dello stesso, solo più luminoso. E' tutto un fiorire di toni neutro-caldi: ocra, marroncino, verde muschio e soprattutto panna e beige. Già, il nostro amico beige. Qui davvero ci si può interrogare sui confini di questo colore-non-colore: dov'è che si schiarisce a tal punto da diventare bianco? Dove si scalda fino ad essere marrone?

Di questa armonia di tinte calde e delicate fanno parte anche l'incarnato della dama e i suoi capelli ramati (una vera impalcatura in stile '700!). Piccoli stacchi sono dati solo da qualche sbuffo di rosso/fucsia qua e là: il nastro tra i capelli, il belletto sulle guance, il fiore della collana e quelli che spiccano nel buio in basso, tra la vegetazione di questo bosco dal sapore autunnale. Lady Bampfylde sta forse allungando la mano proprio verso quei fiori invitanti per coglierli - e in questo frangente il dipinto pare quasi una fotografia, l'istantanea di un gesto fermato nel tempo. Il suo volto però è distratto e rivolto altrove, come se stesse compiendo un atto meccanico e in realtà la sua mente fosse persa in chissà quale sogno o pensiero...

A questo punto vi starete chiedendo chi fosse questa Lady e vorreste qualche notizia sul suo ritrattista (o sbaglio? Se sbaglio ve li sorbite lo stesso ;)
La giovane donna si chiamava in realtà Catherine Moore e fu ritratta in questa posa, vagamente ispirata alla statua classica della Venere Medici, in occasione del suo matrimonio con Lord Charles Warwick Bampfylde (9 febbraio 1776).
A questo proposito c'è una storia drammatica da raccontare.
Il matrimonio della coppia mi piace immaginarlo felice e ben riuscito, non foss'altro perchè lo sposo non era (come spesso accadeva in quei tempi) un "vecchietto" rispetto alla sposa, bensì aveva 23 anni - solo uno in più di Catherine. Purtroppo però terminò in modo violento. Il 7 aprile 1823 un uomo irruppe davanti alla casa dei Bampfylde e sparò un colpo di pistola a Charles, uccidendosi poco dopo con un'altra arma. Charles morì a distanza di due settimane per una cancrena dovuta al proiettile.
Chi era l'assassino? Un ex servitore della casa, geloso di sua moglie anch'essa domestica presso i Bampfylde e ancora in servizio. Sarò forse troppo buona, ma mi piace pensare che non ci fosse proprio nulla tra Lord Charles e la sua domestica e che quindi il brav'uomo sia morto completamente innocente. Ma se preferite gli intrighi alla Beautiful, materiale per fantasticare ce n'è ;)

Ora però torniamo al ritratto della giovane sposa Catherine, ancora ignara di quella triste fine e alle prese con la luna di miele. E tutto miele è l'outfit che vi propongo a sua ispirazione; latte e miele anzi, perchè gioca tra soffici tessuti e sfumature di panna e beige. In versione decisamente invernale, ma soft. Vogliamo cominciare? Seguitemi!

venerdì 5 dicembre 2014

Arte e ombrelli: da parasole a parapioggia [moda+pittura]

Buona giornata! Un'altra di pioggia, eh? Ma sì, consoliamoci pensando che almeno non fa freddo e che Natale si avvicina... e che questo è l'unico ponte festivo in cui se fa brutto "va bene lo stesso" :)
Vi presento subito il quadro di oggi, "Donna con parasole giapponese" o "Donna con ombrello giapponese" ad opera di Anna Bilińska-Bohdanowicz.


Oggi la ricerca di ombrelli fantasia nel mondo dell'arte mi ha rivelato una grande verità sulla storia del costume. Gli ombrelli, proprio gli ombrelli da pioggia, sono sempre stati di una tristezza infinita. Fino a pochi decenni fa non era concepibile che un para-pioggia potesse essere carino, simpatico o anche solo delicatamente colorato. No, doveva essere nero o al massimo grigio antracite, in pieno accordo con il clima per il quale s'ha da tirarlo fuori.
Se non siete convinti fidatevi di Renoir:


venerdì 28 novembre 2014

Una Lady in maglia verde [moda+pittura]

Non è una ciclista che vi voglio presentare ma, come vedete, una vera dama inglese di verde vestita. D'accordo, ciò che indossa non è un maglione bensì un abito, ma abbiate pazienza e vedrete che il pullover glielo farò indossare ;)
Stiamo parlando del "Ritratto di Lady Charlotte Penelope Sturt", nobildonna inglese vissuta tra il 1802 e il 1879 qui raffigurata nei suoi 32 anni. Artefice di questo dipinto è una pittrice sua conterranea e quasi sua coetanea (nata nel 1793), Margaret Sarah Carpenter.


Cosa dire dello stile del dipinto e della sua autrice? Non ho molte informazioni: di certo so che Margaret Carpenter (nata Geddes) fu una prolifica creatrice di ritratti della nobiltà inglese e lo fece con grazia e maestria. Tutta la sua vita trascorse in mezzo all'arte, considerato anche il suo matrimonio con William Carpenter, curatore della sezione "Stampe e disegni" al British Museum. Dalla loro unione non poterono che nascere due artisti, William e Percy Carpenter.

Dai ritratti di quest'epoca (primo '800) spesso non si può dedurre uno stile particolare, se non una ricerca di realismo e di resa dei tratti espressivi caratteristici del soggetto, se l'artista aveva il giusto occhio e spirito per comprenderli. Lascio a voi decidere se il delicato volto di Lady Charlotte riesce a trasmettervi un'emozione - e quale; io mi limiterò invece a notare come un ritratto di questo genere possa dirci molto sulla moda e il look del periodo. Lady Charlotte ci può ricordare alcune eroine di famosissimi romanzi inglesi, è infatti vissuta a cavallo tra l'epoca di Jane Austen e quella delle sorelle Bronte. Vi sembra di aver già visto in qualche film quell'acconciatura, vero?
Riga centrale, boccoli laterali arricciati col ferro, cerchietto dorato: sono tutti elementi che compongono un'evoluzione più elaborata della pettinatura neoclassica di moda a inizio secolo, che si ispirava alle acconciature delle matrone romane.
Se passiamo al vestito notiamo che la scollatura è ampissima, quasi sembra che l'abito debba caderle da un momento all'altro :) Anche questa è una derivazione degli abiti neoclassici con taglio a impero, ma più pomposa e impreziosita da pizzi e pietre preziose. Spalle e collo completamente nudi dovevano assumere all'epoca una connotazione molto sensuale; Margaret è brava nel renderne il perfetto candore solo lievemente ombreggiato nella piega della gola e sulla nuca (ma dall'altro lato il gioco dell'ombra rende il collo della donna quasi irrealistico e deforme).

venerdì 14 novembre 2014

La ragazza dal kimono blu [moda+pittura]

Una volta c'era il ragazzo dal kimono d'oro, oggi vi presento la "Ragazza dal kimono blu" :)
Il dipinto è opera di William Merritt Chase, pittore americano attivo sul finire dell'800 e seguace oltreoceano dell'Impressionismo.


I quadri di Chase - che oltre a dipingere insegnava pittura - sono numerosissimi e molto vari: paesaggi, scene d'interni, nudi, ritratti... Il suo contributo all'arte è stato certamente importante se consideriamo il suo ruolo nel divulgare l'Impressionismo in America, ma concordiamo tutti sul fatto che si tratta ancora una volta di un "minore". A noi comunque non importa, vero?
Quello che conta è poterci gustare un quadro come questo, delicato nei tratti e ricco di colori sapientemente dosati.

Blu è il kimono della ragazza ed è la linea verticale che essa crea in mezzo al dipinto, accesa dal chiarore nei punti giusti: il triangolo della sottogonna, il cerchio del ventaglio, l'ovale del viso.
Gialla è la linea della cintura, che richiama lo sfondo; rosso è il divano che taglia orizzontalmente la scena. Nei cuscini e nel tappeto ritroviamo gli stessi tre colori (i colori primari) con l'aggiunta di un tono di verde molto delicato che si sposa perfettamente. Tutto l'insieme cromatico crea un ambiente caldo e confortevole in cui la ragazza appare a suo agio, anche se forse un po' stanca o malinconica (non dà anche a voi quest'impressione?)

Un kimono l'avevamo già visto in un'opera giapponese, qui invece il capo è indossato fuori dal suo contesto. Vale la pena soffermarsi su questo aspetto anche perché non è l'unico ritratto di Chase in cui la modella indossa l'abito simbolo del Giappone. A partire dalla seconda metà dell'800 l'arte occidentale subisce un notevole influsso dal contatto con quella nipponica grazie all'arrivo in Europa di numerose stampe giapponesi, giunte attraverso la Compagnia delle Indie. La curiosità per l'universo artistico e culturale del Sol Levante è tanta, soprattutto per i pittori che trovano un nuovo stimolo nell'osservare quello stile così "diverso" e nel trarne ispirazione: il fenomeno prende il nome di Japonisme (Giapponismo) e coinvolge un po' tutti, con esiti importanti nell'evoluzione artistica di "mostri sacri" quali Van Gogh, Manet, Monet, Degas, Renoir, Klimt.

Ma una volta aperta una porta estetica sul Giappone non poteva che giungere in Occidente anche tutta una serie di giapponismi quotidiani, che da allora a più riprese hanno contaminato il nostro mondo declinandosi di volta in volta secondo il gusto del periodo. Architettura d'interni, arredi, oggettistica... e naturalmente la moda! Le signore borghesi dell'800 scoprirono così il kimono, ma anche accessori quali spilloni per capelli o ventagli in bambù e carta di riso come quello del dipinto. I motivi floreali delle stoffe giapponesi affascinarono tutti al punto da entrare a pieno titolo tra le fantasie riprodotte sugli abiti e sui tessuti per la casa... e da allora non hanno più abbandonato i nostri guardaroba.

venerdì 7 novembre 2014

Candy Crush entra nella storia dell'arte! [moda+pittura]

Buongiorno miei cari, avete mangiato abbastanza caramelle questa settimana? Come dite, solo caramelle virtuali?? Allora siete anche voi "della partita" di Candy Crush ;)
Bene, questo post vi stupirà almeno quanto me: il giochino che ci fa impazzire ha fatto il suo ingresso nel mondo dell'arte grazie a un pittore contemporaneo, il californiano Alex Gross. Il titolo di questa sua opera è , ça va sans dire, "Candy Crush".


Alex Gross rientra nella moderna schiera di artisti che trovano la loro ispirazione negli emblemi del mondo contemporaneo e ne fanno opere di forte impatto, dal carattere spesso in bilico tra surrealismo e iperrealtà (uno stile che, a doverlo definire in un modo solo, io chiamerei "realismo magico moderno"). La mania per il gioco Candy Crush è un fenomeno talmente attuale e diffuso che non poteva non finire sotto la lente artistica di Gross. Anche perchè dietro il semplice giochino c'è tutto un mondo e un atteggiamento mentale da svelare, così come dietro a molti altri simboli del "moderno" catturati da Alex Gross: loghi di prodotti commerciali, status symbol tecnologici, oggetti della moda e del desiderio, volti entrati nell'immaginario collettivo grazie ai media...
[Qui il sito ufficiale di Alex Gross dove troverete molti altri suoi dipinti]

Nella ragazza che gioca a Candy Crush, per esempio, vediamo il suo essere totalmente isolata e assorbita dall'universo delle famose caramelle; non sta fissando lo schermo del cellulare, ma il suo sguardo appare "perso" anche se apparentemente diretto a noi. Quanto il giochino sia totalizzante lo vediamo anche perchè le caramelle fluttuano tutto intorno a lei (e qui entra in gioco l'elemento surreale del dipinto). Probabilmente è così che mi vede mio marito quando si lamenta di trovarmi alle prese con l'ennesimo livello di Candy Crush :))

Stavolta poi mi sono fatta prendere oltre le mie normali abitudini, visto che a Candy Crush ho dedicato due appuntamenti del blog... qui c'è il post sulle borse-caramelle, mentre la rubrica di oggi, avete visto, è abbastanza palese :) e come al solito prosegue con la rielaborazione del quadro in outfit. Il look di oggi è casual e contemporaneo, in linea con lo spirito temporale dell'opera.

venerdì 19 settembre 2014

Venezia in salsa orientale [moda+pittura]

Dici Venezia, dici pittura e il risultato degli addendi è automatico: Tintoretto!
Jacopo Robusti detto il Tintoretto ha attraversato il '500 vivendo e lavorando a Venezia, lasciando in dote a chiese e musei della sua città numerosi capolavori della pittura. Non mi ero mai chiesta il perchè di quel soprannome, ma ora l'ho scoperto: derivava dal mestiere del padre, tintore di stoffe.
Tintoretto è considerato l'ultimo dei grandi pittori rinascimentali e allo stesso tempo un precursore del Barocco per la drammaticità nell'uso di luci e ombre, tipica dell'arte del Seicento (la vediamo portata all'ennesima potenza da Caravaggio, che possiamo dire abbia "dato il la" alla pittura barocca). L'energia che traspare dalle sue composizioni pittoriche gli è valsa fin dall'epoca l'appellativo di "Furioso".
L'opera che vi presento non è tra le più famose del Tintoretto, ma incuriosisce per l'esotismo del soggetto: è stata per l'appunto intitolata "Ritratto di donna vestita all'orientale".


venerdì 1 agosto 2014

Bolle di sapone [moda+pittura]

Eccoci arrivati all'ultimo post prima delle vacanze: la fantasia mi è mancata anche stavolta, il titolo è semplicemente lo stesso del quadro che vi presento. "Bolle di sapone" è opera di Charles Chaplin, pittore francese che curiosamente nel nome assomiglia all'attore Charlie Chaplin (una coincidenza che ho notato solo adesso che sto scrivendo!)


venerdì 11 luglio 2014

Al di là del mare [moda+pittura]

Bentornati alla nostra rubrica del venerdì, scusatemi se questa volta sarà forse più confusionaria del solito ma tra impegni di lavoro e problemini di salute sono stata poco operativa :P.
In compenso girerò a voi una sorta di indovinello per scoprire una particolarità della storia del dipinto :)
Ecco, il dipinto l'ho subito trovato e quasi mi ha fatto tornare in mente il mio sogno (ve ne avevo parlato qui).
Il suo nome è lo stesso della sua protagonista: "Graziella". La mano che l'ha immortalata è di Jules Joseph Lefebvre, pittore francese dell'800.


venerdì 30 maggio 2014

Un'ultimo sguardo allo specchio... prima della cerimonia [moda+pittura]

Eh sì, dopo aver riaperto l'argomento questa settimana non potevo che proporvi un'ultimo (?) look da cerimonia in versione art-inspired. La musa di oggi è una donna di fine '800 che graziosamente si volta allo specchio per un'ultima occhiata all'outfit, "L'ultimo sguardo allo specchio" appunto, dipinto di Giovanni Boldini.


venerdì 23 maggio 2014

Da un ballo dell'800 a un matrimonio del 2000 [moda+pittura]

Il cerchio di questa settimana, tutta giocata tra prom dress e abiti da cerimonia, si chiude tornando ad un outfit da ballo... ma ottocentesco. Il titolo di questo dipinto è "Preparandosi per il ballo": un gustoso scorcio di vita di una ricca ragazza dell'epoca, che ci pare di spiare dal buco della serratura. L'occhio indiscreto è quello di Ladislas Wladislaw von Czachorski, pittore polacco probabilmente più famoso in patria che altrove, ma come vedete meritevole (anche lui) di uno sguardo.


venerdì 16 maggio 2014

A caccia di farfalle [moda+pittura]

Buon venerdì ragazzuoli! Proseguiamo il nostro volo posandoci stavolta sulla Pittura e sui colori di questo grazioso quadretto campestre di fine '800: "The Butterfly Girl - La ragazza delle farfalle" ad opera dell'americano Winslow Homer.


venerdì 25 aprile 2014

Regina di fiori [moda+pittura]

Nel mezzo di questo mega-ponte (per chi ne stesse usufruendo :) eccomi a voi, come promesso, col prosieguo del tema gonne a fiori. Testimonial di questo venerdì è niente di meno che la Regina d'Inghilterra Elisabetta II, qui ritratta nel giorno della sua incoronazione (2 giugno 1953).


venerdì 11 aprile 2014

Una bellezza giapponese tra petali di ciliegio [moda+pittura]

Mentre sto ultimando di scrivere questo post ripenso ad una coincidenza sorprendente: sono appena tornata dal cinema e nella piazza davanti alla sala c'erano dei bellissimi ciliegi giapponesi pieni di fiori rosa, una stupenda varietà ornamentale. Mercoledì avevo in mente i ciliegi fioriti ma in realtà solo stasera ho potuto fare un incontro ravvicinato con le loro belle nuvole rosa :)
Sushi, manga, geishe e... ciliegi in fiore sono, nel nostro immaginario, tra i più tipici elementi del Giappone: non potevo quindi fare a meno di volgermi al Sol Levante per scovare il dipinto di oggi.


venerdì 31 gennaio 2014

La moglie di Egon Schiele e un cardigan verdeblu [moda+pittura]

Buon venerdì ragazzuoli! Un paio di settimane fa abbiamo parlato di Modigliani, della sua compagna e della loro tragica fine; la coppia di oggi è ugualmente all'insegna del connubio amore&morte, ma con destino opposto. Mentre Modì fu il primo a morire di malattia e la sua Jeanne incinta a seguirlo volontariamente dopo un giorno, Egon Schiele morì di influenza spagnola tre giorni dopo la moglie Edith Harms, anch'essa in attesa di un bimbo.



Eccola qui sopra Edith Harms, ritratta da Schiele nel 1917. Come vedete anche il periodo storico coincide: parliamo degli anni della Prima Guerra Mondiale, delle avanguardie artistiche, della fine della Belle Epoque. Edith era la modella preferita del giovane Schiele, pittore austriaco noto per la dirompenza (e spesso la crudezza) del suo espressionismo. L'attrazione di Schiele per i lati più prosaici ed anche miseri della vita umana, che l'arte per troppo tempo aveva dimenticato, lo porta a catturare sulla tela persino le ultime ore di malattia dell'amata Edith, mentre lui stesso diveniva preda del terribile morbo che quell'anno (1918) fece strage in tutta Europa. 

Giusto per smorzare un po' i toni vi racconto un piccolo aneddoto personale: in famiglia si dice che la mia bisnonna si salvò dall'influenza spagnola mangiando tanto aglio crudo. Quindi occhio, alla prossima influenza fate il pieno di aglio, non si sa mai ;)

Ma torniamo al dipinto di Edith, intitolato "La moglie dell'artista seduta". Sfondo e modella quasi si confondono, pervasi da colori cupi e fangosi, spalmati addosso alla tela ed alla donna. La carnagione viene accentuata nei suoi toni di bianco e di rosso, bianco come il colletto e rosso come la fiamma dei capelli. Una nota di colore diverso sembra data dal maglione - interpretabile come cardigan - che Edith indossa: è di un blu tendente al verde. Ma se osserviamo bene notiamo che quella stessa tinta compare tra le macchie dello sfondo ed anche tra le pieghe della gonna. Se vogliamo ricreare il look della moglie di Schiele, dunque, non possiamo prescindere da questo colore e dobbiamo mescolarlo a toni neutri e quasi mimetici. Ecco la mia proposta:

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