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venerdì 8 novembre 2013

Fiori "art nouveau" per la musa di Klimt [moda+pittura]

Scusate il ritardo con cui esce il post, fino a oggi internet mi funzionava a singhiozzo... ma finalmente sono riuscita a preparare e pubblicare ciò che avevo in mente :)
La protagonista del quadro di oggi è Emilie Floge, la musa di Klimt.


Gustav Klimt, come saprete, è il massimo esponente della pittura Art Nouveau e del Secessionismo viennese. I suoi quadri sono un tripudio di ori e colori, motivi stilizzati e donne altrettanto sinuose, splendidamente rappresentate sia in nudo che vestite. Fiori, linee, geometrie si fondono e si susseguono come in un mosaico affascinante. Qui a indossarle è Emilie, musa e compagna del pittore, modello di tanti ritratti (ma questo porta proprio il suo nome).
La cosa speciale è che questi vestiti esistevano davvero: erano disegnati proprio da Gustav Klimt per Emilie, che gestiva un atelier di moda. Lei stessa era designer e insieme lanciarono questo nuovo genere di abiti ricchi di evocazioni decorative ed orientali, che lasciavano la donna libera nei movimenti (addio corsetti!). Moda e pittura in questo caso viaggiavano veramente insieme!

Pensando a come proporre il look di Emilie dal vivo mi sono trovata indecisa nel mare delle fantasie (quante belle cose ci sono sul web... meno male che mi devo tenere a freno causa budget ultraridotto, perchè le tentazioni sono davvero forti!).
Risultato finale? Un unico abito a tema "fiori stilizzati", ma diversi accessori con cui declinarlo:

venerdì 1 novembre 2013

Un guardaroba d'artista [moda+pittura]

Sulla scia degli armadi veri e veraci che vi ho mostrato nello scorso post oggi voglio presentarvene uno immaginario: il "Guardaroba" (o "L'armadio", comunque quello è :) dipinto da Arnaldo Badodi.


Prima di imbattermi in questo coloratissimo quadro non conoscevo affatto Arnaldo Badodi; ho scoperto che faceva parte della corrente chiamata... "Corrente", un movimento pittorico e culturale sviluppatosi a Milano negli anni '30 e '40 (esponenti più famosi furono ad esempio Carlo Carrà e Renato Guttuso). Corrente si contrapponeva agli stili precedenti del '900 italiano e, politicamente, si schierava contro il fascismo. Si trattava dunque di un circolo di giovani artisti che con la forza dell'arte rivendicavano la libertà civile. Dice la pagina wikipedia a loro dedicata: "Il 10 giugno 1940, mentre l'Italia entra in guerra, la rivista viene soppressa dalla polizia, ma i giovani di Corrente non si avviliscono né si disperdono, ma trovano nuove forme per promuovere la cultura". Mi pare una cosa bellissima, non trovate?

Il coraggio e l'energia di questi giovani si ritrova pienamente nell'esplosione cromatica di questo dipinto (datato 1939), pur se il soggetto è intimo e quotidiano. Ancora una volta c'è una donna, una musa di quegli anni, a pervadere la scena della sua presenza invisibile. Sono suoi quegli abiti che chiamano dall'armadio, suoi i cappellini vezzosi, suo il vestito caduto per terra; portano il suo profumo e l'idea della sua invincibile gioventù - che di lì a poco sarà attraversata dalla guerra. Potrebbero essere gli abiti di mia nonna, che giovane sposa vide la sua vita prendere tutt'altra piega e i suoi vestiti sequestrati dai nazisti... una delle tante storie dure di quegli anni. Come la storia di Arnaldo, pittore che viveva di colore e che morì a trent'anni sul fronte russo. Ma ora possiamo riaprire le ante del suo "Guardaroba" e lasciare che come per magia tutti gli abiti e accessori prendano vita e tornino a danzare per noi, su di noi. Ecco come:
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