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lunedì 16 maggio 2016

Eurovision Song Contest [moda+multimedia]

Ne avevo parlato su Facebook giovedì scorso: l'Eurovision Song Contest è una manifestazione simil-Sanremo a livello europeo, dalla storia decennale ma che solo da poco ha iniziato ad avere di nuovo notorietà in televisione e tra il pubblico. L'edizione 2016 è andata in onda la scorsa settimana e la finale di sabato ha visto vincitrice Jamala, cantante dell'Ucraina, con la canzone "1944".

L'Eurovision è un evento che non mi perdo mai, sia perchè mi piace ascoltare voci e sonorità dei mille luoghi di cui è composto il nostro continente, sia perchè ogni esibizione va al di là del canto: è una vera e propria performance di musica, costumi, scenografie e animazioni visive. Ecco perchè ho scelto come titolo moda+multimedia, andando un po' fuori dal seminato che vede i nostri lunedì sempre all'insegna del più classico cinema :)

Vi lascio alle immagini di alcuni tra i più interessanti abiti di scena indossati dalle varie cantanti, a voi giudicare se fascinosi o del tutto fuori dai limiti del buongusto ;)

Questa è Jamala in un abito tradizionale ucraino

mercoledì 11 marzo 2015

Si riparte: primavera, abiti, sogni e... colore! [moda+fotografia]

A un mese esatto dall'ultimo post - manco a farlo apposta! - rieccomi a scrivere queste righe. E a sorridere pensando che tutto sta ripartendo :)
Mi sono rasserenata, mi sono riorganizzata, mi sono liberata e finalmente posso tornare a prendermi cura di questo piccolo spazio di mondo che divido con voi: che bello!

E' un nuovo inizio e lo capirete già da questo primo post: moda e fotografia, sì, ma d'ora in avanti lascerò che la fantasia e l'ispirazione spazino molto di più. Oggi per esempio vi propongo un viaggio tra colori e sensazioni, un viaggio che ha nelle foto di outfit solo il suo punto di partenza (e forse di arrivo). Perchè oggi mi va di vedere la moda come quel meraviglioso mondo capace di farci sognare, approdando con la mente ai più diversi lidi.
E cosa può far sognare noi ragazze più di un abito lungo e svolazzante, fiabesco, vibrante di colore... e indossato romanticamente nel verde di un paesaggio naturale?

Anzi, due abiti! Come due facce della stessa medaglia, gli splendidi vestiti indossati da Irene e Antonia ci conducono nella stessa primavera; ma il viola di Irene è riflessivo, un po' malinconico, ancora nostalgico dell'inverno; il rosso-arancio di Antonia è pienamente gioioso, solare, un inno all'estate ventura.

Irene's Closet

Antonia (Chicisimo)

Fanciulle, voi quale preferite? Per me è difficile dirlo, viola e arancio rappresentano le due parti della mia anima, non potrò mai scinderle nè scegliere tra questi due colori!
Ma perchè scegliere se la natura ha spesso giocato nel mescolare le due tinte?
Vi lascio continuare il viaggio come promesso, buona visione con queste meravigliose immagini che celebrano la splendida unione tra rosso caldo e viola

Fonte: Pinterest


venerdì 1 novembre 2013

Un guardaroba d'artista [moda+pittura]

Sulla scia degli armadi veri e veraci che vi ho mostrato nello scorso post oggi voglio presentarvene uno immaginario: il "Guardaroba" (o "L'armadio", comunque quello è :) dipinto da Arnaldo Badodi.


Prima di imbattermi in questo coloratissimo quadro non conoscevo affatto Arnaldo Badodi; ho scoperto che faceva parte della corrente chiamata... "Corrente", un movimento pittorico e culturale sviluppatosi a Milano negli anni '30 e '40 (esponenti più famosi furono ad esempio Carlo Carrà e Renato Guttuso). Corrente si contrapponeva agli stili precedenti del '900 italiano e, politicamente, si schierava contro il fascismo. Si trattava dunque di un circolo di giovani artisti che con la forza dell'arte rivendicavano la libertà civile. Dice la pagina wikipedia a loro dedicata: "Il 10 giugno 1940, mentre l'Italia entra in guerra, la rivista viene soppressa dalla polizia, ma i giovani di Corrente non si avviliscono né si disperdono, ma trovano nuove forme per promuovere la cultura". Mi pare una cosa bellissima, non trovate?

Il coraggio e l'energia di questi giovani si ritrova pienamente nell'esplosione cromatica di questo dipinto (datato 1939), pur se il soggetto è intimo e quotidiano. Ancora una volta c'è una donna, una musa di quegli anni, a pervadere la scena della sua presenza invisibile. Sono suoi quegli abiti che chiamano dall'armadio, suoi i cappellini vezzosi, suo il vestito caduto per terra; portano il suo profumo e l'idea della sua invincibile gioventù - che di lì a poco sarà attraversata dalla guerra. Potrebbero essere gli abiti di mia nonna, che giovane sposa vide la sua vita prendere tutt'altra piega e i suoi vestiti sequestrati dai nazisti... una delle tante storie dure di quegli anni. Come la storia di Arnaldo, pittore che viveva di colore e che morì a trent'anni sul fronte russo. Ma ora possiamo riaprire le ante del suo "Guardaroba" e lasciare che come per magia tutti gli abiti e accessori prendano vita e tornino a danzare per noi, su di noi. Ecco come:
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