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lunedì 31 ottobre 2016

1936-2016: uno spot d'autore... in viaggio nello stile [moda+cinema]

La sorpresa di oggi è che non vi sto presentando un film, ma proprio una pubblicità: quella delle patatine San Carlo 1936, girata per far conoscere la storia dell'azienda e la riproposta della ricetta originale del noto snack. Ma attenzione, per questo spot si può parlare a pieno titolo di cinema: dietro la macchina da presa infatti c'è un grande regista cinematografico, nientemeno che Giuseppe Tornatore. E la sua mano si vede eccome, soprattutto nelle atmosfere... 

Un piccolo viaggio nel tempo che si fa palpabile sul volto del protagonista, che negli anni torna alla stessa stazione ad aspettare la sua bella, ma anche sugli abiti delle persone che lo circondano. I costumi sono una delle punte di eccellenza di questo cortometraggio ed è grazie a loro che attraversiamo i decenni, dagli anni '30 ai nostri giorni. Non a caso il sito ufficiale della San Carlo vi ha dedicato una speciale gallery, da cui ho tratto le foto che mi sono più piaciute.

lunedì 30 novembre 2015

Buon compleanno Lee Morse! [moda+cinema]

Nuova settimana, nuova sotto-rubrica tutta per voi! (sì, ultimamente sono in vena di novità :)
Il legame tra moda e cinema è ampio e si possono percorrere molte strade per indagarlo.
Finora siamo andati alla scoperta di personaggi e costumi dei film in uscita nelle sale oppure in programmazione TV; abbiamo curiosato tra abiti di scena esposti in mostre fashion; abbiamo giocato con figure di donna uscite dai libri per approdare sul grande schermo... e continueremo a fare tutto questo, potete contarci. Oggi però ad essere protagonista sarà un'attrice del passato, la prima di tante che a volte faranno capolino su queste pagine :)
Si chiama Lee Morse ed è nata proprio oggi, il 30 novembre

Fotografia di Lee Morse


venerdì 3 luglio 2015

L'Estate (di) Felice [moda+pittura]

Anche quest'anno gira in televisione un'insopportabile pubblicità in pseudo-rap (un po' meno insopportabile di quella dell'anno scorso), di cui non faccio nomi, che mi fa ringraziare di non essere più adolescente per non essere associata a queste melensaggini (come capitava ai miei tempi con certi spot di assorbenti...). Per fortuna girano anche alcune versioni parodistiche che almeno fanno ridere volutamente ;)
La "mia estate italiana" è molto più tranquilla ma anche quando era spericolata non mi sarebbe certo sembrato il caso di cantare le lodi di "occhi marroni" e "feste da Paolino"... ma dico io, c'è ancora qualche Paolo che come soprannome si fa chiamare Paolino?
E certo, perchè doveva fare rima con "in due sul motoorino", massima trasgressione di quest'estate 2015... 

Lo sapevo che mi sarei fatta prendere la mano con 'sta pubblicità, ma era tutto per fare contrasto con quella che vi presento oggi ossia una vera Estate Felice: l'"Estate (L'amaca)" di Felice Carena.


mercoledì 1 luglio 2015

Come vestire vintage senza sembrare... [moda+fotografia]

...appena usciti da una festa a tema, una sfilata di Carnevale o dal palcoscenico di un teatro. O nei casi peggiori lo spirito di una bisnonna rievocato tra noi.
Lo sappiamo bene noi tutti amanti del vintage e pure coloro che vorrebbero avvicinarsi a questo mondo ma ancora lo conoscono poco: il rischio di esagerare è dietro l'angolo.
Qualche volta ci può anche stare un total look di altra epoca, per carità; ma il più delle volte non è - giustamente - la nostra intenzione. Quello che vorremmo è indossare abiti rétro ma nell'insieme risultare à la page (tanto per restare nella terminologia francese, che già di per sè ci rievoca gli anni d'oro della moda d'antan :)

Perchè proprio oggi vi parlo di questo argomento?
(e, se qualcuno se lo sta chiedendo, perchè è di nuovo saltato il post di lunedì? Ebbene, mi cospargo il capo di cenere, ma l'arrivo del caldo micidiale mi ha costretto alla totale nullafacenza per tutto il weekend... chi mi conosce da un po' sa che sono debole da questo punto di vista)

Torniamo a noi: perchè proprio oggi vi parlo di questo argomento (come vestire vintage senza sembrare ecc... ecc...)? 
Perchè un paio di weekend fa, ancora fresca e giuliva, mi aggiravo per un mercatino di antiquariato/usato e ho fatto (forse) l'affare del secolo: un abito a fiori e colletto in pizzo che mi calzava a pennello, vendutomi a pochissimo come "abito degli anni '30". Ora, io l'avrei comprato lo stesso anche se fosse stato più recente quindi non vedo perchè dirmi una bugia, ma mi resta il dubbio... PS: qualcuna di voi ha delle dritte sicure su come riconoscere gli abiti vintage originali??
Anni '30 o revival successivo, resta il fatto che ora ho questo bellissimo vestito che attende di essere indossato e vorrei farlo nel modo migliore possibile. Per tutte noi che abbiamo questa aspirazione, ecco una serie di fashionistas da cui prendere esempio: sono blogger, modelle, icone di stile che coi loro outfit azzeccati possono darci una bella mano a creare interessantissimi abbinamenti vintage-moderno. Prima guardiamoci le foto, poi vi lascio un mini-elenco di consigli come sintesi finale ;)

...io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
il più bello era nero coi fiori non ancora appassiti
[Colonna sonora: "I giardini di marzo" - Lucio Battisti]

Ulyana Sergeenko

mercoledì 3 giugno 2015

In viaggio con la moda: donne e motori - parte 2 [moda+fotografia]

Il nostro viaggio nei decenni della moda continua saltando a bordo di un altro mezzo motorizzato: dopo la moto è il turno dell'automobile. Dagli anni '20 agli anni '70 ci imbatteremo in tante donzelle al volante - ma anche passeggere, autostoppiste, e chi più ne ha più ne metta... purchè al centro di tutto ci sia una quattroruote. Il mezzo più pratico, comodo e veloce per esplorare il mondo in autonomia. Proprio come hanno fatto Viola ed Elizabeth, le protagoniste di questi primi scatti che vi propongo:


Siamo nel 1922 e le due ragazze sono Viola LaLonde, impiegata del Veterans Bureau, ed Elizabeth Van Tuyl, impiegata del Census Bureau (entrambe di Washington). Il governo americano le ha incaricate di compiere un viaggio in automobile da Washington a San Francisco. Nel 1922.
Non so se rendo l'idea:


La fonte dell'immagine (trovata su Pinterest, come tutte le foto che vedrete in questo post) dice che Viola ed Elizabeth compirono questo viaggio a scopo di ricerca sempre a bordo auto e che spesso ci dormirono pure, sulla macchina. Non ho trovato purtroppo altre informazioni su questo viaggio coast to coast, ma dev'essere stato senz'altro qualcosa di epico. Quanto darei per saperne di più!
L'unico altro dato è questa seconda immagine delle due tostissime ragazze, sempre in tenuta da fashion-automobiliste e in posa davanti al loro fido (?) mezzo di trasporto:


Mi piace inaugurare con loro il nostro viaggio tra automobili e stili di moda di tutte le epoche, partendo proprio dagli anni '20 (ma con signorine più"comuni" :)
Buona strada e buona visione a tutti voi!

[Colonna sonora: "Drive my car" - Beatles]


lunedì 7 luglio 2014

L'amore ritrovato [moda+cinema]

Buongiorno ragazzi, passato un buon weekend?? Se non sapete come riempire le prossime serate, che benchè estive si preannunciano piovose, consolatevi con la televisione. Se siete in vena di romanticismo, tormenti d'anima e/o paesaggi "di una volta" troverete pane per i vostri denti con "L'amore ritrovato", film di Carlo Mazzacurati in onda mercoledì sera.

"L'amore ritrovato", regia di Carlo Mazzacurati (2004)
In onda mercoledì 9 luglio su Iris, alle ore 21


lunedì 27 gennaio 2014

Le regole della casa del sidro [moda+cinema]

Dopo tantissimi anni ho l'occasione di rivedere un film che non ho dimenticato facilmente: per l'appunto "Le regole della casa del sidro", con Tobey Maguire e Charlize Theron agli esordi della loro carriera cinematografica. Sarà in onda mercoledì in seconda serata, spero possiate vederlo soprattutto se non l'avete mai fatto.

"Le regole della casa del sidro", regia di Lasse Hallstrom (1999)
In onda mercoledì 29 gennaio su Canale 5, alle ore 23.20

La "casa del sidro" è una fattoria americana dove si raccolgono mele per produrne sidro, ed è il luogo dove approda il giovane Homer (Tobey Maguire). Il ragazzo è cresciuto in un orfanotrofio gestito da un medico abortista che gli è molto affezionato e lo vorrebbe come suo successore. Ma Homer ha bisogno, prima di prendere qualunque decisione, di percorrere una propria strada: e lo farà nella "casa del sidro". Lì farà esperienza nel lavoro manuale, con i problemi della gente di colore e non, e... con l'amore, stringendo un legame con Candy (Charlize Theron) la figlia dei padroni. 

"Le regole della casa del sidro" è dunque un film di formazione, tratto dall'omonimo romanzo di John Irving. Il protagonista è il tenero Tobey Maguire (lo definisco così perchè mi ha sempre trasmesso questa sensazione... un bel ragazzo e sempre dolce, l'avete mai visto in un ruolo da cattivo??); ma importantissima è anche la figura di Candy-Charlize Theron (e non dimentichiamo Michael Caine che nel ruolo del dottore ha vinto l'Oscar come miglior attore non protagonista!).

Come di consueto la mia rubrica vuole porre l'attenzione sugli aspetti "costumistici" del film: in questo caso parliamo di abiti anni '30-'40 e Candy-Charlize ne indossa diversi che ben le donano. A volte è vestita in modo più sportivo - sbarazzino o "da lavoro" - altre è iperfemminile in completi, cappellini e rossetto rosso fuoco. Ecco a voi qualche anteprima: buona visione, ora e mercoledì!

venerdì 1 novembre 2013

Un guardaroba d'artista [moda+pittura]

Sulla scia degli armadi veri e veraci che vi ho mostrato nello scorso post oggi voglio presentarvene uno immaginario: il "Guardaroba" (o "L'armadio", comunque quello è :) dipinto da Arnaldo Badodi.


Prima di imbattermi in questo coloratissimo quadro non conoscevo affatto Arnaldo Badodi; ho scoperto che faceva parte della corrente chiamata... "Corrente", un movimento pittorico e culturale sviluppatosi a Milano negli anni '30 e '40 (esponenti più famosi furono ad esempio Carlo Carrà e Renato Guttuso). Corrente si contrapponeva agli stili precedenti del '900 italiano e, politicamente, si schierava contro il fascismo. Si trattava dunque di un circolo di giovani artisti che con la forza dell'arte rivendicavano la libertà civile. Dice la pagina wikipedia a loro dedicata: "Il 10 giugno 1940, mentre l'Italia entra in guerra, la rivista viene soppressa dalla polizia, ma i giovani di Corrente non si avviliscono né si disperdono, ma trovano nuove forme per promuovere la cultura". Mi pare una cosa bellissima, non trovate?

Il coraggio e l'energia di questi giovani si ritrova pienamente nell'esplosione cromatica di questo dipinto (datato 1939), pur se il soggetto è intimo e quotidiano. Ancora una volta c'è una donna, una musa di quegli anni, a pervadere la scena della sua presenza invisibile. Sono suoi quegli abiti che chiamano dall'armadio, suoi i cappellini vezzosi, suo il vestito caduto per terra; portano il suo profumo e l'idea della sua invincibile gioventù - che di lì a poco sarà attraversata dalla guerra. Potrebbero essere gli abiti di mia nonna, che giovane sposa vide la sua vita prendere tutt'altra piega e i suoi vestiti sequestrati dai nazisti... una delle tante storie dure di quegli anni. Come la storia di Arnaldo, pittore che viveva di colore e che morì a trent'anni sul fronte russo. Ma ora possiamo riaprire le ante del suo "Guardaroba" e lasciare che come per magia tutti gli abiti e accessori prendano vita e tornino a danzare per noi, su di noi. Ecco come:

lunedì 14 ottobre 2013

La vie en rose: storia di un "passerotto" [moda+cinema]

"La mome", il passerotto, era il primo soprannome della cantante nota come Edith Piaf ed è il titolo originale del film imperdibile di questa settimana (in onda domenica prossima in seconda serata). 

"La vie en rose", regia di Olivier Dahan (2007)
In onda domenica 20 ottobre su Rai Movie, alle ore 23.20

Il film racconta la vita della grande artista francese a partire dalla sua povera infanzia. Il talento canoro di Edith non passa inosservato: prima viene sfruttato dal padre, che la costringeva a cantare per la strada, poi intercettato da un impresario che le apre la strada verso quello che diventerà, più tardi, uno straordinario successo. Forse proprio per le sue origini umili e travagliate la Piaf è stata, nella vita e nell'arte, una vera combattente e si è imposta sulla scena nonostante dolorosi problemi di salute e personali. Tutto il suo percorso merita di essere scoperto e questo film lo fa alla grande, soprattutto grazie all'interpretazione fedele di Marion Cotillard (premio Oscar come migliore protagonista). 

Tra canzoni celeberrime, atmosfera parigina, drammi e successi, attraversiamo con Edith Piaf quattro decenni di storia, anche del costume e della moda: dagli anni '20 della sua adolescenza di strada agli anni '60 della fama ormai internazionale. Ecco a voi qualche anticipazione, buona visione... ora e domenica!

lunedì 30 settembre 2013

Gioco di donna [moda+cinema]

Il film di questa settimana, in onda sabato prossimo in seconda serata, ci proietta negli anni prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. E' la storia di due ragazze anticonformiste, è il loro "Gioco di donna".

"Gioco di donna", regia di John Duigan (2004)
In onda sabato 5 ottobre su Vero TV, alle ore 23.15

Parigi anni '30, la guerra è alle porte e in Spagna quella civile è già cominciata. Si trovano a dividere la casa tre personaggi diversi e, ognuno a suo modo, sbandati: l'insegnante irlandese Guy (Stuart Townsend), la fotografa franco-americana Gilda (Charlize Theron) e, ultima arrivata, la ballerina spagnola Mia (Penelope Cruz). Fra i tre giovani bohémiens si instaura presto un triangolo amoroso, ma il dramma della guerra scombinerà le carte...

"Gioco di donna" è un film che coniuga gradevolmente i fatti e i drammi della storia con una patina di erotismo, intrigante soprattutto per chi (probabilmente uomo :) fantastica volentieri sul vedere insieme - e quando dico insieme capite cosa intendo - due bellezze come Penelope Cruz e Charlize Theron (la bionda e la bruna, un classico! ;) Tutta questa atmosfera è certo fascinosa, ma a me ora interessa spostare l'attenzione dai corpi delle protagoniste a ciò che li riveste. Abiti, gioielli e cappellini anni '30 e '40: occhio mio fatti capanna! Gilda e Mia sono splendide nei loro vestiti da festa eleganti e sensuali, ma anche nelle mises più libere "da casa" e nei completi da giorno. Dunque buona visione a voi, amanti del vintage, ora e sabato!

venerdì 19 luglio 2013

La collana di giada [moda+pittura]

Buon venerdì miei cari! Non so quanti di voi sono già fuggiti per almeno un weekend fuori porta (tempo permettendo), ma per quelli che rimangono (o che sono di ritorno) propongo ancora una volta una collana come accessorio forte del look: una collana che ha dato persino il titolo al quadro di oggi.


"Ruth Renick - La collana di giada" è il nome di quest'opera, dipinta da Joseph Kleitsch nel 1930.
Kleitsch era un pittore ungherese trapiantato negli USA, dove si specializzò della pittura di ritratti e di paesaggi, divenendo un importante esponente della Scuola Impressionista Californiana.
La donna ritratta, Ruth Renick, era una diva americana del cinema muto. La sua posa qui però sembra più naturale che cinematografica: abbandonata sulla bella poltrona, Ruth pare immortalata in un momento di vita quotidiana, tra relax, giornali e carte da leggere. A tradire l'animo di attrice è l'intensità dello sguardo, mentre la pettinatura e la bocca a cuore tinta di rosso ci riportano inequivocabilmente negli anni '30.

Il suo look mi è subito apparso stupendo e particolare, con alcuni dettagli che ci possono portare oltre alla semplice riproposizione vintage. Intanto la collana (e gli orecchini), protagonista e dichiaratamente di giada, con quel colore che richiama gli occhi. Poi la giacca, con quella bellissima fantasia floreale. La base bianca rende il tutto fresco e perfetto per l'estate. Vediamo con quali pezzi imitare l'attrice:
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