Quando nel 2002 uscì "007 - La morte può attendere" la protagonista femminile fece particolarmente parlare di sè. Un po' perchè se non erro fu la prima Bond Girl di colore (almeno se parliamo di personaggi principali), un po' perchè sembrò replicare in grande stile il successo in bikini di Ursula Andress. Il costume di Halle Berry è molto simile a quello di Ursula come modello, ma di colore arancione anzichè bianco. Immagino che quell'anno ci sia stata un'impennata nelle vendite di bikini arancioni, sebbene sia una tonalità che sta bene a poche ;)
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lunedì 17 luglio 2017
lunedì 27 marzo 2017
Mitiche Bond Girl: Jill Saint Johns [moda+cinema]
Altro giro, altra corsa, altra bond girl: oggi entriamo nei succinti panni di Tiffany Case, la contrabbandiera interpretata da Jill Saint Johns in "Una cascata di diamanti" (1971).
Tanto per cambiare accanto all'agente 007 (di nuovo e per l'ultima volta impersonato da Sean Connery) vediamo una donna audace, abile ma anche molto affascinante, nonchè sexy e generosa nel mostrare le sue grazie :))
Dal punto di vista modaiolo possiamo prendere ispirazione da Jill/Tiffany ancora una volta per i costumi da bagno: colorati ed anche insoliti, come potrebbe essere questa sorta di trikini/tankini molto fashion nei nostri giorni...

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lunedì 13 marzo 2017
Mitiche Bond Girl: Akiko Wakabayashi [moda+cinema]
Continuiamo la rassegna di Bond Girl e... costumi da bagno!
Infatti anche stavolta la protagonista a fianco di James Bond è più svestita che vestita, secondo quello che ormai stava diventando un cliché dei film di 007.
Dopo l'unico mitico bikini di Ursula Andress e i raffinati costumi in bianco e nero di Claudine Auger, ci tuffiamo nell'oro con l'attrice giapponese Akiko Wakabayashi nei panni di Aki, agente dei servizi segreti nipponici in "Si vive solo due volte" (1967).
Eccola nel bellissimo bikini dorato, perfetto per le carnagioni calde e abbronzate:
Infatti anche stavolta la protagonista a fianco di James Bond è più svestita che vestita, secondo quello che ormai stava diventando un cliché dei film di 007.
Dopo l'unico mitico bikini di Ursula Andress e i raffinati costumi in bianco e nero di Claudine Auger, ci tuffiamo nell'oro con l'attrice giapponese Akiko Wakabayashi nei panni di Aki, agente dei servizi segreti nipponici in "Si vive solo due volte" (1967).
Eccola nel bellissimo bikini dorato, perfetto per le carnagioni calde e abbronzate:

Anche quando è vestita, Aki indossa capi succinti, sexy e sbarazzini allo stesso tempo:
altre idee da copiare per la prossima estate!
altre idee da copiare per la prossima estate!

Appare più misteriosa e sofisticata in alcune scene, velata o in abiti tradizionali giapponesi:

| Purtroppo non ho trovato una foto più completa di questa, vi converrà vedere il film per scoprirla ;) |
Vi saluto con questa sua bella immagine, a prestissimo con nuovi post su libri e lettura!

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lunedì 6 marzo 2017
Mitiche Bond Girl: Claudine Auger [moda+cinema]
Rieccoci con le bond girl più stilose di tutti i tempi, che, vi ricordo, stiamo omaggiando nelle settimane in cui Rai Movie ritrasmette tutti i film dell'agente 007.
Claudine Auger ha recitato accanto a Sean Connery in "Thunderball - Operazione tuono" (1965) nel personaggio di Domino Derval. Con Claudine torniamo al tipo di abbigliamento che aveva reso famosa la prima Bond Girl della storia, Ursula Andress: il bikini!
Ma qui andiamo oltre, perchè Domino sfoggia tutta una serie di sensuali e particolarissimi costumi da bagno, sia due pezzi che interi. Ci sarebbe da farne una collezione dedicata a questo personaggio, anzi scommetto che lo stile dei suoi costumi anni '60 ha influenzato nei decenni successivi più di una casa di moda nella produzione di beachwear.
Ma qui andiamo oltre, perchè Domino sfoggia tutta una serie di sensuali e particolarissimi costumi da bagno, sia due pezzi che interi. Ci sarebbe da farne una collezione dedicata a questo personaggio, anzi scommetto che lo stile dei suoi costumi anni '60 ha influenzato nei decenni successivi più di una casa di moda nella produzione di beachwear.
Tutti giocati sui toni del nero e del bianco e nero, sono capi super chic e straordinariamente moderni: moltissime di noi li indosserebbero più che volentieri sulle spiagge degli anni 2000!

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lunedì 13 febbraio 2017
Mitiche Bond Girl: Ursula Andress [moda+cinema]
Ci lamentiamo spesso delle poche novità in televisione, ma vi sono repliche che vale sempre la pena rivedere. Rai Movie in questo periodo sta dedicando un ciclo di serate ai film dell'Agente 007, un'occasione da cogliere per gustare o rigustare le avventure del caro vecchio James Bond.
Io ho sempre avuto un debole per i film di spionaggio e fin da piccola mi sono divertita con le mirabolanti imprese e gli esotici scenari dell'agente segreto più famoso della letteratura e del cinema.
In qualità di Kika però il mio compito è quello di rendere omaggio alle protagoniste femminili delle storie di James Bond, ossia le mitiche "bond girl". Avversarie o collaboratrici, finiscono sempre tra le braccia del fascinoso agente speciale, che le conquista con una facilità... disarmante.
A partire da oggi, ogni lunedì sarà dedicato ad una Bond Girl entrata nella storia del cinema e del costume. Nel primo caso possiamo parlare esattamente di "costume", perchè Ursula Andress, attrice a fianco di Sean Connery in "Licenza di uccidere" (1962), ha fatto sognare gli spettatori grazie alla sua celebre apparizione in bikini bianco.
venerdì 24 giugno 2016
A volte ritornano: l'acquaiola di De Blaas [moda+pittura]
Eh sì, a volte ritornano e lo fanno anche in fretta: per questa puntata non ho potuto fare a meno di riproporvi un'opera di Eugene De Blaas, "L'acquaiola" o "Acquaiola veneziana".
La scorsa settimana partendo dal quadro delle raccoglitrici di conchiglie ho fatto un giro tra i numerosi ritratti "di genere" lasciati ai posteri dal nostro Eugene, e tra i tantissimi soggetti femminili sono rimasta affascinata da questa giovane portatrice d'acqua.
La scorsa settimana partendo dal quadro delle raccoglitrici di conchiglie ho fatto un giro tra i numerosi ritratti "di genere" lasciati ai posteri dal nostro Eugene, e tra i tantissimi soggetti femminili sono rimasta affascinata da questa giovane portatrice d'acqua.
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venerdì 31 luglio 2015
In cammino sulle spiagge del mondo [moda+pittura]
Cari amici, siamo giunti all'ultima puntata della nostra rubrica dove l'arte incontra la moda...
...ultima solo per qualche settimana, dopo le ferie ci ritroveremo!
...ultima solo per qualche settimana, dopo le ferie ci ritroveremo!
L'aria di vacanze imminenti e il caldo soffocante che soltanto oggi ha cominciato a dare un po' di tregua mi hanno reso oziosa e poco propensa ad esprimermi a parole. Mi sono persa tra i colori leggeri e riposanti di questo quadro dell'inglese Henry Tonks, "Donna che cammina sulla sabbia". Un dipinto che profuma di mare e di vento, dove tra pennellate volutamente sfuggenti si staglia una figura femminile appena tratteggiata.
L'elemento che più mi ha colpito di quest'opera... no, sono due gli elementi che mi hanno colpito.
Uno è l'atmosfera, costituita da una "sfumatezza" delle cose che paradossalmente fa percepire ancor più la loro concretezza. Perchè una spiaggia solitaria è così: sabbia che si perde all'infinito, cielo e mare che si fondono, nuvole e vento. Che poi quello specchio d'acqua, per ciò che si vede, potrebbe essere anche un fiume anzi data l'angolazione dello sfondo è più probabile; ma mi piace pensare che sia mare.
L'altro fattore d'interesse è la posizione della donna nella prospettiva del paesaggio. Tonks l'ha situata magistralmente in un punto strategico per lo sguardo dello spettatore, a fare da elemento convergente di tutto il quadro. Notate come il paesaggio sembra venire "risucchiato" dal centro della sua figura?
Non a caso è un effetto molto raccomandato per le inquadrature fotografiche.
Uno è l'atmosfera, costituita da una "sfumatezza" delle cose che paradossalmente fa percepire ancor più la loro concretezza. Perchè una spiaggia solitaria è così: sabbia che si perde all'infinito, cielo e mare che si fondono, nuvole e vento. Che poi quello specchio d'acqua, per ciò che si vede, potrebbe essere anche un fiume anzi data l'angolazione dello sfondo è più probabile; ma mi piace pensare che sia mare.
L'altro fattore d'interesse è la posizione della donna nella prospettiva del paesaggio. Tonks l'ha situata magistralmente in un punto strategico per lo sguardo dello spettatore, a fare da elemento convergente di tutto il quadro. Notate come il paesaggio sembra venire "risucchiato" dal centro della sua figura?
Non a caso è un effetto molto raccomandato per le inquadrature fotografiche.
Come ho ri-vestito stavolta la nostra protagonista dal volto misterioso?
Le ho messo addosso i panni di una fanciulla casual/boho-chic mentre si reca su una spiaggia tranquilla e isolata. (Sempre molto snob le mie muse, a ben pensarci! E il laghetto nascosto, e il cappello rétro per preservare la pelle di luna,... Devo scendere coi piedi per terra e pensare anche a qualche ragazza caciarona che adora abbronzarsi come si deve e divertirsi in mezzo alla gente :))
Ecco il suo outfit!
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