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venerdì 14 ottobre 2016

Sul bagnasciuga - L'ultimo outfit dell'estate [moda+pittura]

Col diluvio universale che imperversa fuori dalla mia finestra mi fa un po' strano presentarvi un quadro come quello di oggi: un vero e proprio inno all'estate e alla dolcezza del sole e del mare, il ritratto di una ragazza sul bagnasciuga di una spiaggia (quanto vorrei essere al suo posto!!)


Si tratta di un'opera del contemporaneo Vicente Romero Redondo, pittore spagnolo nato a Madrid nel '56. La figura femminile è protagonista praticamente di tutti i suoi dipinti, vedere per credere: vicenteromero.wordpress.com (il blog dell'artista).
Qualcuno ha definito il suo stile "Preraffaellita moderno", non so con quanta cognizione di causa, ma di certo mi ha affascinato quasi quanto la corrente originaria. Io ci vedo più qualcosa dell'Impressionismo, soprattutto per la scelta di sottolineare gli effetti luminosi: è bellissima ad esempio questa rappresentazione del mare, con il suo sovrapporsi di piccole onde baciate dal sole, in una sinfonia di azzurri che si incunea dolcemente nel caldo arancio della riva sabbiosa.

La ragazza assorta a guardare il gioco dell'acqua ai suoi piedi ci presta il suo minimalissimo outfit per farci sognare un'ultima volta l'estate; quello che manca lo mette il paesaggio coi suoi meravigliosi colori...

venerdì 31 luglio 2015

In cammino sulle spiagge del mondo [moda+pittura]

Cari amici, siamo giunti all'ultima puntata della nostra rubrica dove l'arte incontra la moda...
...ultima solo per qualche settimana, dopo le ferie ci ritroveremo!
L'aria di vacanze imminenti e il caldo soffocante che soltanto oggi ha cominciato a dare un po' di tregua mi hanno reso oziosa e poco propensa ad esprimermi a parole. Mi sono persa tra i colori leggeri e riposanti di questo quadro dell'inglese Henry Tonks, "Donna che cammina sulla sabbia". Un dipinto che profuma di mare e di vento, dove tra pennellate volutamente sfuggenti si staglia una figura femminile appena tratteggiata.


L'elemento che più mi ha colpito di quest'opera... no, sono due gli elementi che mi hanno colpito.
Uno è l'atmosfera, costituita da una "sfumatezza" delle cose che paradossalmente fa percepire ancor più la loro concretezza. Perchè una spiaggia solitaria è così: sabbia che si perde all'infinito, cielo e mare che si fondono, nuvole e vento. Che poi quello specchio d'acqua, per ciò che si vede, potrebbe essere anche un fiume anzi data l'angolazione dello sfondo è più probabile; ma mi piace pensare che sia mare.
L'altro fattore d'interesse è la posizione della donna nella prospettiva del paesaggio. Tonks l'ha situata magistralmente in un punto strategico per lo sguardo dello spettatore, a fare da elemento convergente di tutto il quadro. Notate come il paesaggio sembra venire "risucchiato" dal centro della sua figura?
Non a caso è un effetto molto raccomandato per le inquadrature fotografiche.

Come ho ri-vestito stavolta la nostra protagonista dal volto misterioso?
Le ho messo addosso i panni di una fanciulla casual/boho-chic mentre si reca su una spiaggia tranquilla e isolata. (Sempre molto snob le mie muse, a ben pensarci! E il laghetto nascosto, e il cappello rétro per preservare la pelle di luna,... Devo scendere coi piedi per terra e pensare anche a qualche ragazza caciarona che adora abbronzarsi come si deve e divertirsi in mezzo alla gente :))

Ecco il suo outfit!

venerdì 17 luglio 2015

Un giardino, un parasole... [moda+pittura]

...e tanta voglia di un tuffo in piscina!
Rieccomi in pista appena in tempo per regalarvi un venerdì all'insegna dell'arte.
Stavolta l'ispirazione viene dal mio ultimo striminzito post, quello di moda+cinema nel quale ho incoronato Gillipixel vincitore del quiz su Mary Poppins. Seguite il mio semplice ragionamento: 
- Qual è il simbolo di Mary Poppins? L'ombrello.
- Che ce ne facciamo adesso di un ombrello? Assolutamente nulla.
A meno che... l'ombrello non sia un ombrellone, un parasole, insomma quell'oggetto indispensabile per proteggerci dal martellare di questo caldissimo sole di luglio.
Ad esempio l'ombrellone che si staglia in questo giardino (un'altra oasi verde dopo l'amaca di venerdì scorso :)):


Lo so che questo ombrellone sembra lui stesso una palla di fuoco e non trasmette un'immediata sensazione di refrigerio, ma chissà che non sia un effetto voluto dal pittore?
A proposito, non ve l'ho ancora presentato: si chiama Frederick Frieseke e al 99,9% non l'avete mai sentito nominare. Neanch'io fino a ieri, se è per questo. Eppure è stato uno dei maggiori Impressionisti americani. Lo stile è proprio quello di un Renoir d'oltreoceano, in effetti: guardate lo scomporsi del paesaggio sotto l'influsso della luce, i volti appena tratteggiati, le forme che sfumano una nell'altra. 

venerdì 19 giugno 2015

The Lady of Shalott [moda+pittura]

Nella puntata di oggi torno con piacere ai miei amati Preraffaelliti, nella fattispecie con John William Waterhouse e la sua "Lady of Shalott". Un quadro dall'atmosfera malinconica e struggente (soprattutto se conoscete la storia della protagonista. Non la conoscete? Qualche riga più avanti la scoprirete :) che gli animi romantici non potranno fare a meno di apprezzare.


Di John William Waterhouse e dei Preraffaelliti avevo già parlato in questo post e in diversi altri, perciò direi che possiamo passare a concentrarci sul dipinto e sul suo soggetto. L'ispirazione dichiarata è quella di un poema di Alfred Tennyson (poeta romantico inglese) del 1833.
"The lady of Shalott" come opera letteraria elabora una leggenda medioevale legata al ciclo di Artù, un universo che affascinava moltissimo anche i pittori Preraffaelliti.

La storia ha tutto il sapore di una fiaba... ma senza lieto fine. 
Una giovane donna, Elaine, è costretta per una maledizione a vivere rinchiusa in una torre sull'isola di Shalott, situata in un fiume vicino a Camelot. La maledizione dice che nonappena osasse guardare verso Camelot sarebbe destinata a morire. La fanciulla dunque ha passato tutta la sua vita da reclusa, riuscendo però ad osservare il mondo esterno di Camelot attraverso uno specchio. Ciò che vede di riflesso - cacce, cavalieri, amori... - lo rappresenta intessendo una bellissima tela... e così trascorrono i suoi giorni, potendo solo sognare e raffigurare, mai vivere appieno la realtà.
Un bel dì però la dama vede nello specchio passare Lancillotto a cavallo, intento a cantare una canzone mentre torna a Camelot. Elaine se ne innamora immediatamente e nello stesso momento si rende conto più che mai della limitatezza della propria vita. Segue Lancillotto con lo sguardo, ma stavolta dal vivo... e posando gli occhi su Camelot si condanna al compimento della maledizione.
Waterhouse la immortala nel suo mortale momento successivo, quando mentre la vita la abbandona la dama di Shalott si lascia trascinare dalla corrente del fiume su una barca insieme alla preziosa tela destinata a svanire con lei. 

La barca, si sa, è un potente simbolo della vita in balìa del tempo (il fiume che scorre e che inesorabilmente ci porta verso la morte). Nel mito della Lady of Shalott qualcuno ha visto inoltre una simbologia del rapporto dell'artista con la realtà. Per chi fa arte è infatti sempre presente il rischio di non vivere pienamente un bellissimo paesaggio, un fantastico evento ecc... perchè troppo presi a progettare e poi realizzare la sua rappresentazione, che sia in forma visiva, letteraria o musicale. Un qualunque amatore di fotografia può capire perfettamente di cosa parliamo: molte volte si finisce davvero col passare il tempo a scattare e poi rendersi conto di aver vissuto la situazione solo attraverso il filtro dell'obiettivo...

A questo proposito leggevo - non so più dove - un commento sul fatto che alcune persone, trovandosi nell'eccezionale occasione di incontrare di persona Barack Obama, erano intente a fotografare la cosa nel momento stesso in cui gli stringevano la mano. Ma qui dall'arte sfociamo nel campo sociologico, nella smania collettiva di fissare tutto col telefonino "altrimenti è come non lo si fosse vissuto davvero"... e vai di selfie su selfie (il nuovo dogma è "mi rivedo dunque esisto").

mercoledì 26 febbraio 2014

Il mare d'inverno [moda+fotografia]

Ragazzi, ma quanto può essere bello il mare d'inverno? Era tempo che non lo gustavo così; la gita della settimana scorsa mi è rimasta nel cuore. Certo, d'estate è un'altra cosa: potersi tuffare, camminare a piedi nudi sul bagnasciuga, sentire il sole e la brezza accarezzarci... profumi di creme solari, granite e grida di bambini che sguazzano... Scommetto che ora anche voi amanti del mare starete sognando che arrivi già l'estate ;) Ma il mare d'inverno ha un suo fascino, e tutto diverso da quello estivo.

Chicas de revista

Il profumo di salsedine c'è sempre, magari più forte perchè portato dalle onde in tempesta; ma il sole - se c'è - si riflette più pallido sulla superficie. Cielo e mare si confondono in un unico grigio-blu. Vento freddo da cui ripararsi. Spiagge deserte e desolate, relitti di alghe e detriti; chiusi gli stabilimenti e i bar. Potrei andare avanti all'infinito a disegnare mentalmente quello che per molti è solo triste, per altri struggente e romantico (o potente e libero); ma molto meglio di me può raccoantarvelo la voce ruvida di Loredana Bertè...

...insieme alle fashion blogger, qui nei loro outfit e scatti più suggestivi per solcare spiagge e lungomare invernali. Buon ascolto e buona visione!
PS: questa volta l'argomento era così bello e così ben rappresentato che ho abbondato con le foto: spero regalino anche a voi le stesse emozioni che ho provato io (un consiglio: se avete tempo osservatele con calma, ho cercato per quanto possibile di farle combaciare con il ritmo e le parole della canzone :)




venerdì 12 luglio 2013

Frutta e colori con Gauguin [moda+pittura]

Dai colori e dai cocktail di frutta dello scorso post, passiamo oggi ad un artista che richiama la stessa atmosfera: Paul Gauguin ed i suoi quadri ispirati alla vita di Tahiti, come questo "Donna con frutto" (1893). Titolo originale: "Ea haere ia oe?", cioè "Dove vai?"


L'opera risale al primo soggiorno che Gauguin fece nelle isole della Polinesia, prima di trasferirvisi definitivamente. Il pittore fu subito ammaliato dalla semplicità della vita nelle isole, dai colori lussureggianti di natura, abiti, oggetti tradizionali... e dalla bellezza delle donne polinesiane. Qui ne appaiono quattro, disposte in un'elegante composizione: la madre sullo sfondo, le due ragazze che fanno capolino come a curiosare il pittore (e noi spettatori) e quella in primo piano, la protagonista. Tutti gli sguardi sono rivolti a noi e l'intera scena ha qualcosa che mi fa pensare ad una fotografia, un'istantanea di un momento di vita a Tahiti.

La ragazza tiene in mano un frutto esotico e indossa pochi ma forti tocchi di colore, tra il pareo e le decorazioni all'orecchio. Vediamo come imitarla ricreando un look perfetto per il dopo-spiaggia (evitando il topless, ovviamente ;) 

venerdì 10 agosto 2012

Sulla spiaggia [moda+pittura]

"Donne di Tahiti sulla spiaggia" è il titolo di questo celebre dipinto di Paul Gauguin.
Insieme al pittore ci allontaniamo dalla nostra realtà per giungere in luoghi e mari esotici, dove la bellezza delle donne (un po' malinconica) e del paesaggio è resa attraverso contrasti di colore intensi.


Alcune fonti dicono che il soggetto del quadro è sempre lo stesso, la tahitiana amata da Gauguin, ritratta sia di fronte che di profilo e in vesti diverse.
A proposito di vesti, ecco le mie idee su come ricreare entrambi i look:

mercoledì 8 agosto 2012

Mare profumo di mare [moda+fotografia]

Rieccomi qua ragazzi, nel caldo della città e nel vuoto della rete (se ci siete battete un colpo)!
Son tornata dai laghi e già non vedo l'ora che arrivi il weekend, quando ripartirò e stavolta... direzione mare!
Dal titolo avrete subito riconosciuto la canzoncina di Love Boat, cantata da Little Tony: un po' di spensierata leggerezza per la colonna sonora delle foto che vedrete, naturalmente tutte sullo sfondo di spiagge, scogli e onde blu :)

E per voi quest'estate il mare è in programma (o ci siete già stati)?
Siete di quelli che "o mare o montagna" o, come me, adorate qualunque meta purchè si parta?
Intanto buona visione, ci sentiamo ancora venerdì con il post su moda e pittura!

I love my Blog

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