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mercoledì 14 marzo 2018

Style mix etno-chic + marino: Lodge e Bahia [moda+fotografia]

In questa puntata, come anticipato lunedì, andiamo a scoprire cosa può nascere dall'unione di due stili tutto sommato affini: l'etno-chic e il "marino", così chiamato da Maisons du Monde per definire un ambiente arredo ispirato alla natura e all'atmosfera dei litorali. In particolare qui approdiamo sulle spiagge di Bahia con un outfit fresco ed easy chic, che ben si presta ad essere mixato coi toni più profondi e i discreti dettagli afro dello stile "Lodge".




Il risultato? Potete valutarlo voi stessi :)



lunedì 12 marzo 2018

Style Mix ispirazione video: Road to Zanzibar [moda+cinema]

Il mix di stili che vi propongo questa settimana ci porta dritti dritti verso la bella stagione e le vacanze in luoghi esotici: è una miscela tra lo stile etno-chic "Lodge" e quello marino "Bahia".
Savana africana e spiagge tropicali, paesaggi da sogno che si fondono nell'immaginazione e sui nostri abiti... Il viaggio che ci porterà all'outfit dedicato lo iniziamo attraverso il cinema con una commedia d'altri tempi, "Road to Zanzibar".


Conosciuto in Italia come "Avventura a Zanzibar", il film fa parte di una serie di pellicole ambientate in diverse località esotiche (Road to...) dirette da Victor Schertzinger nei primi anni '40. In tutti i film della serie protagonista è sempre un allegro terzetto di attori: Bob Hope, Bing Crosby e Dorothy Lamour. Come sempre qui tra le Muse sono la figura femminile e il suo stile ad essere sotto osservazione, quindi nelle immagini che seguono andremo a scoprire alcuni momenti - e abbigliamenti, se così si può dire :D - di Dorothy e del suo personaggio. 

Dorothy Lamour, al secolo Mary Leta Dorothy Slaton, è nota come attrice ma il suo sogno era quello di fare la cantante, e in effetti in molti film (compreso questo) riuscì ad esibirsi in ruoli "musicarelli". Divenne famosa interpretando "La figlia della jungla" (1936) e nel cinema restò sempre un po' legata a ruoli in costume esotico... e succinto, per l'epoca ;)


mercoledì 20 settembre 2017

Abitare gli abiti, dalla casa al look: lo stile etno-pop [moda+fotografia]

Con il post di oggi entriamo nell'universo etno-pop: mentre nello stile esotico-chic dettava legge la sobrietà, qui c'è un'esplosione di colori, motivi, stampe, decori, tutto mescolato in allegria. Ma con un sottile equilibrio a reggere le fila per evitare di cadere in arlecchinate senza senso.
Uno stile quindi apparentemente casual e facile da realizzare, ma in realtà altrettanto curato quanto gli altri. La maggiore libertà cromatica corrisponde ad una maggiore libertà anche nelle forme e nei movimenti, resi fluidi da tessuti e tagli morbidi, con l'aggiunta di scarpe pratiche (ma sempre stilose) per vere globetrotter sempre in movimento.

Sia per quanto riguarda l'arredamento che per gli outfit, lo stile etno-pop lo vedremo declinato in tre combinazioni: ce n'è già abbastanza per viaggiare con la fantasia e per individuare il mood più adatto al nostro gusto... etnico :)

1. Palme fizz
Un universo grafico dal carattere esotico



venerdì 15 settembre 2017

Abitare gli abiti, dalla casa al look: lo stile etno-chic [moda+fotografia]

Come promesso riprendiamo l'argomento moda+arredamento, che ci accompagnerà per tutto l'autunno: ci aspettano ancora tanti stili da approfondire visualmente!

[Ricordate come è iniziato il tutto? Con un catalogo Maisons du Monde e con un test per scoprire il vostro stile di arredamento preferito!]

L'appuntamento di oggi è dedicato allo stile etno-chic, come ho voluto chiamare quel filone del gusto esotico che ama giocare tra accostamenti sobri e raffinati e materiali dall'aspetto pregiato.
In chiave fashion questo stile si declina nel boho-chic, quello però che tende più all'etnico che al romantico. Andiamo ora alla scoperta di quattro declinazioni di arredo/look, partendo dalle tonalità più neutre fino ad arrivare a qualche ben dosato tocco di colore.

1. Palme soft
Matrimonio etnico in bianco e nero

lunedì 15 maggio 2017

Mitiche Bond Girl: Kristina Wayborn [moda+cinema]

"Octopussy - Operazione piovra" è il tredicesimo film di James Bond, girato nel 1983 sempre con Roger Moore. La protagonista - o meglio antagonista - femminile è l'avventuriera Octopussy, interpretata da Maude Adams (già vista in "L'uomo con la pistola d'oro").
Volendo presentarvi un'attrice nuova nella serie vi parlerò di Kristina Wayborn, che veste i panni di Magda, una delle seguaci di Octopussy. La stravagante avventuriera infatti tiene sotto il suo comando una squadra di acrobate da circo, attività di copertura per la vera fonte della sua ricchezza: il traffico di gioielli. Il look di queste micidiali circensi è sexy ed esotico quanto basta per la tradizione costumista dei film di James Bond: ecco a voi Magda/Kristina che si destreggia tra lo stile indiano e quello da cabaret. 

venerdì 24 aprile 2015

In Marocco con Matisse [moda+pittura]

Ci siamo salutati con un quadro del 1912 e ci ritroviamo con un altro dipinto del 1912: "Zorah sulla terrazza" di Henri Matisse.
Quest'opera mi ha aperto una finestra del tutto nuova (per l'ignorante che sono :) sulla vita artistica di Matisse. Già mi aveva incuriosito che il pittore francese avesse avuto il gusto esotico di dipingere una serie di odalische, ma con questo "Zorah sulla terrazza" scopro che il suo amore per Africa e Oriente è stato ben coltivato, anche grazie ad una serie di viaggi in terre più o meno lontane. Anzi, si può dire che la sua pittura fauve sia nata proprio grazie all'incontro con i colori e la cultura di un affascinante "altrove".


Nello specifico, Zorah è una ragazza marocchina immortalata nella sua città, Tangeri, visitata da Matisse nel 1912. Henri aveva sentito il richiamo del Marocco e della sua particolare luce, una luce rarefatta e pura che esalta i colori (da quelli caldi del deserto e delle kasbah - magnifiche cittadelle che sembrano giganteschi castelli di sabbia - a quelli variopinti e freschi delle case cittadine, nelle labirintiche medina).
Tangeri è la prima città che si incontra in Marocco arrivando dalla Spagna via Gibilterra, ed è lì che sbarcò Matisse nel gennaio 1912, memore delle esperienze "luminose" di un altro pittore (Delacroix) ma deciso a scoprire in libertà il proprio personale incontro con questo esotico mondo. Una curiosità: da sue lettere sappiamo che il primo impatto fu deludente e mise alla prova la sua pazienza. Scriveva infatti a Gertrude Stein, dopo un viaggio per mare alquanto burrascoso e l'arrivo sotto una pioggia persistente: "Vedremo mai il sole in Marocco? Come andremo a finire? Basterà un niente per farci tornare a Parigi a cercare il sole. Impossibile uscire dalla nostra stanza [...]. Qui fa chiaro come in una cantina".

La cosa mi fa sorridere perchè anch'io nel mio viaggio in Marocco sono arrivata via mare a Tangeri... sotto la pioggia! Ma poi pure io sono riuscita a "vedere la luce" ed è stata un'esperienza indimenticabile, un Viaggio con la V maiuscola. Sarà per questo che quando ho visto la Zorah di Matisse ho intuito immediatamente che doveva trattarsi di una scena marocchina. All'inizio potevo avere qualche dubbio su altri luoghi nordafricani che non conosco di persona, ma quelle babbucce a punta mi ricordavano troppo quelle viste a bizzeffe nei suk di Fez o Marrakesh... e quando ho avuto la conferma ufficiale sono stata molto contenta. Perchè allora Zorah e Matisse mi avevano proprio "chiamata" a loro: ero in cerca di un quadro a tema tunica ed ecco che finisco in Marocco, il luogo dove ho comprato la mia tunica più bella! La mia è un po' più sobria - base nera e motivi pastello - ma riconosco il taglio, lo scollo, il ricamo lungo i bordi... qui siamo in presenza di una vera tunica tradizionale marocchina, anzi un caftano dato che per Zorah è lunga fino ai piedi.

Vedete, siamo già arrivati a parlare del lato moda del dipinto e non ho detto quasi niente del quadro in sè; ma gli elementi emergeranno pian piano lungo la descrizione dell'outfit.
Quale outfit? Ma quello che vi propongo a ispirazione del dipinto, ve ne siete scordati? ;)

venerdì 19 settembre 2014

Venezia in salsa orientale [moda+pittura]

Dici Venezia, dici pittura e il risultato degli addendi è automatico: Tintoretto!
Jacopo Robusti detto il Tintoretto ha attraversato il '500 vivendo e lavorando a Venezia, lasciando in dote a chiese e musei della sua città numerosi capolavori della pittura. Non mi ero mai chiesta il perchè di quel soprannome, ma ora l'ho scoperto: derivava dal mestiere del padre, tintore di stoffe.
Tintoretto è considerato l'ultimo dei grandi pittori rinascimentali e allo stesso tempo un precursore del Barocco per la drammaticità nell'uso di luci e ombre, tipica dell'arte del Seicento (la vediamo portata all'ennesima potenza da Caravaggio, che possiamo dire abbia "dato il la" alla pittura barocca). L'energia che traspare dalle sue composizioni pittoriche gli è valsa fin dall'epoca l'appellativo di "Furioso".
L'opera che vi presento non è tra le più famose del Tintoretto, ma incuriosisce per l'esotismo del soggetto: è stata per l'appunto intitolata "Ritratto di donna vestita all'orientale".


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