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lunedì 12 marzo 2018

Style Mix ispirazione video: Road to Zanzibar [moda+cinema]

Il mix di stili che vi propongo questa settimana ci porta dritti dritti verso la bella stagione e le vacanze in luoghi esotici: è una miscela tra lo stile etno-chic "Lodge" e quello marino "Bahia".
Savana africana e spiagge tropicali, paesaggi da sogno che si fondono nell'immaginazione e sui nostri abiti... Il viaggio che ci porterà all'outfit dedicato lo iniziamo attraverso il cinema con una commedia d'altri tempi, "Road to Zanzibar".


Conosciuto in Italia come "Avventura a Zanzibar", il film fa parte di una serie di pellicole ambientate in diverse località esotiche (Road to...) dirette da Victor Schertzinger nei primi anni '40. In tutti i film della serie protagonista è sempre un allegro terzetto di attori: Bob Hope, Bing Crosby e Dorothy Lamour. Come sempre qui tra le Muse sono la figura femminile e il suo stile ad essere sotto osservazione, quindi nelle immagini che seguono andremo a scoprire alcuni momenti - e abbigliamenti, se così si può dire :D - di Dorothy e del suo personaggio. 

Dorothy Lamour, al secolo Mary Leta Dorothy Slaton, è nota come attrice ma il suo sogno era quello di fare la cantante, e in effetti in molti film (compreso questo) riuscì ad esibirsi in ruoli "musicarelli". Divenne famosa interpretando "La figlia della jungla" (1936) e nel cinema restò sempre un po' legata a ruoli in costume esotico... e succinto, per l'epoca ;)


venerdì 24 aprile 2015

In Marocco con Matisse [moda+pittura]

Ci siamo salutati con un quadro del 1912 e ci ritroviamo con un altro dipinto del 1912: "Zorah sulla terrazza" di Henri Matisse.
Quest'opera mi ha aperto una finestra del tutto nuova (per l'ignorante che sono :) sulla vita artistica di Matisse. Già mi aveva incuriosito che il pittore francese avesse avuto il gusto esotico di dipingere una serie di odalische, ma con questo "Zorah sulla terrazza" scopro che il suo amore per Africa e Oriente è stato ben coltivato, anche grazie ad una serie di viaggi in terre più o meno lontane. Anzi, si può dire che la sua pittura fauve sia nata proprio grazie all'incontro con i colori e la cultura di un affascinante "altrove".


Nello specifico, Zorah è una ragazza marocchina immortalata nella sua città, Tangeri, visitata da Matisse nel 1912. Henri aveva sentito il richiamo del Marocco e della sua particolare luce, una luce rarefatta e pura che esalta i colori (da quelli caldi del deserto e delle kasbah - magnifiche cittadelle che sembrano giganteschi castelli di sabbia - a quelli variopinti e freschi delle case cittadine, nelle labirintiche medina).
Tangeri è la prima città che si incontra in Marocco arrivando dalla Spagna via Gibilterra, ed è lì che sbarcò Matisse nel gennaio 1912, memore delle esperienze "luminose" di un altro pittore (Delacroix) ma deciso a scoprire in libertà il proprio personale incontro con questo esotico mondo. Una curiosità: da sue lettere sappiamo che il primo impatto fu deludente e mise alla prova la sua pazienza. Scriveva infatti a Gertrude Stein, dopo un viaggio per mare alquanto burrascoso e l'arrivo sotto una pioggia persistente: "Vedremo mai il sole in Marocco? Come andremo a finire? Basterà un niente per farci tornare a Parigi a cercare il sole. Impossibile uscire dalla nostra stanza [...]. Qui fa chiaro come in una cantina".

La cosa mi fa sorridere perchè anch'io nel mio viaggio in Marocco sono arrivata via mare a Tangeri... sotto la pioggia! Ma poi pure io sono riuscita a "vedere la luce" ed è stata un'esperienza indimenticabile, un Viaggio con la V maiuscola. Sarà per questo che quando ho visto la Zorah di Matisse ho intuito immediatamente che doveva trattarsi di una scena marocchina. All'inizio potevo avere qualche dubbio su altri luoghi nordafricani che non conosco di persona, ma quelle babbucce a punta mi ricordavano troppo quelle viste a bizzeffe nei suk di Fez o Marrakesh... e quando ho avuto la conferma ufficiale sono stata molto contenta. Perchè allora Zorah e Matisse mi avevano proprio "chiamata" a loro: ero in cerca di un quadro a tema tunica ed ecco che finisco in Marocco, il luogo dove ho comprato la mia tunica più bella! La mia è un po' più sobria - base nera e motivi pastello - ma riconosco il taglio, lo scollo, il ricamo lungo i bordi... qui siamo in presenza di una vera tunica tradizionale marocchina, anzi un caftano dato che per Zorah è lunga fino ai piedi.

Vedete, siamo già arrivati a parlare del lato moda del dipinto e non ho detto quasi niente del quadro in sè; ma gli elementi emergeranno pian piano lungo la descrizione dell'outfit.
Quale outfit? Ma quello che vi propongo a ispirazione del dipinto, ve ne siete scordati? ;)

venerdì 19 settembre 2014

Venezia in salsa orientale [moda+pittura]

Dici Venezia, dici pittura e il risultato degli addendi è automatico: Tintoretto!
Jacopo Robusti detto il Tintoretto ha attraversato il '500 vivendo e lavorando a Venezia, lasciando in dote a chiese e musei della sua città numerosi capolavori della pittura. Non mi ero mai chiesta il perchè di quel soprannome, ma ora l'ho scoperto: derivava dal mestiere del padre, tintore di stoffe.
Tintoretto è considerato l'ultimo dei grandi pittori rinascimentali e allo stesso tempo un precursore del Barocco per la drammaticità nell'uso di luci e ombre, tipica dell'arte del Seicento (la vediamo portata all'ennesima potenza da Caravaggio, che possiamo dire abbia "dato il la" alla pittura barocca). L'energia che traspare dalle sue composizioni pittoriche gli è valsa fin dall'epoca l'appellativo di "Furioso".
L'opera che vi presento non è tra le più famose del Tintoretto, ma incuriosisce per l'esotismo del soggetto: è stata per l'appunto intitolata "Ritratto di donna vestita all'orientale".


venerdì 5 aprile 2013

Odalisca in verdeacqua [moda+pittura]

Conoscevo Henri Matisse come il principale esponente della corrente dei Fauves, i "selvaggi" del colore. Conoscevo i suoi quadri di interni, la famosa "Danza" dai corpi nudi contro il blu dello sfondo... ma non sapevo che Matisse si fosse interessato a dipingere una serie di esotiche odalische, come questa "Odalisca seduta".


A ben pensarci, il pittore del colore come forza vitale e gioiosa non poteva non restare affascinato dalle atmosfere e dagli abiti arabeggianti, densi di vivaci tonalità e motivi decorativi.
Quest'opera è un'esplosione di colori in uno sfondo che sembra animarsi e fare da contrappunto alla placida posa dell'odalisca. Il giallo domina la scena - tra la tenda, il tappeto e il dettaglio dei limoni - e fa venire voglia di estate... soprattutto quando si sposa col fresco verdeacqua dei pantaloni. 
Ecco la mia proposta di outfit, da tenere a mente per l'arrivo (vero) della primavera:

venerdì 10 agosto 2012

Sulla spiaggia [moda+pittura]

"Donne di Tahiti sulla spiaggia" è il titolo di questo celebre dipinto di Paul Gauguin.
Insieme al pittore ci allontaniamo dalla nostra realtà per giungere in luoghi e mari esotici, dove la bellezza delle donne (un po' malinconica) e del paesaggio è resa attraverso contrasti di colore intensi.


Alcune fonti dicono che il soggetto del quadro è sempre lo stesso, la tahitiana amata da Gauguin, ritratta sia di fronte che di profilo e in vesti diverse.
A proposito di vesti, ecco le mie idee su come ricreare entrambi i look:

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