Visualizzazione post con etichetta Espressionismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Espressionismo. Mostra tutti i post

venerdì 9 giugno 2017

Dalla Svezia in gonna rossa [moda+pittura]

Per presentarvi l'outfit di oggi di ispirazione artistica sono incappata in questo dipinto di un interessante espressionista svedese, Einar Jolin. Non avevo mai incontrato un pittore di questa nazione ed è stata un bella scoperta. Jolin, attivo nei primi del '900, scelse come universo soggettistico scene di vita quotidiana in interni o esterni, con figure stilizzate e allungate (un po' alla Modigliani). Spesso le sue protagoniste sono donne vestite di vivaci colori, gli stessi colori che in altre tonalità, a contrasto, compaiono su sfondi di pareti, quadri, cielo e mare.


Questa "Donna in gonna rossa" dalla posa statuaria e sinuosa, per esempio, col suo gioco di rosso e nero fa da contraltare alla delicatezza acquea della parete e della tela floreale sullo sfondo. Chissà, forse si trattava di un altro suo dipinto, oppure era opera della donna ritratta...

Ho cercato di ricostruire lo stesso tipo di contrasto muovendomi tra capi e accessori, per un look sensuale e spiazzante adatto ad una sera in cui una donna voglia far colpo con personalità. 

venerdì 9 ottobre 2015

Kirchner's Street Style [moda+pittura]

Dopo la lunga pausa finalmente mi posso dedicare alla mia rubrica preferita: la moda associata all'arte della pittura. Il tema della settimana poteva sembrare non facile: non un oggetto, un'immagine evocativa, un unico colore... ma la combinazione tra due tinte diverse, il blu e il verde (entrambi vivaci, oltretutto!).
Il pensiero mi è volato immediatamente a pittori moderni, dallo stile forte e dall'uso spregiudicato dei colori. E un accostamento così deciso l'ho trovato pienamente in... Ernst Ludwig Kirchner, il più famoso degli Espressionisti tedeschi.


Kirchner è stato tra i fondatori del movimento "Die Brucke" ("Il Ponte"), nato nel 1905 come primo nucleo di quella corrente - l'Espressionismo, appunto - che a inizio '900 attraverserà un po' tutte le nazioni europee. Colori squillanti, contorni decisi, pennellate violente caratterizzano questo stile, vicino al Fauvismo francese ma, ben presto, più marcatamente volto ad esprimere sentimenti di malessere della società moderna.

Molti sono ad esempio i ritratti di gente anonima in cammino sulle strade cittadine; un soggetto che potrebbe parere abbastanza neutro, ma che in pittura quasi sempre sta a rappresentare la spersonalizzazione dell'umanità all'interno delle metropoli. La "Scena di strada" che ho scelto oggi è proprio uno dei temi più ricorrenti di Kirchner. Il blu e il verde acido che dominano la scena richiamano sentimenti di freddezza e ansia (non di gioiosità, come avviene ad esempio in Matisse).
Dalla massa di persone sullo sfondo emerge la figura di una donna, una come quelle che più volte Kirchner ha dipinto sulle sue tele; si pensi al celebre "Cinque donne nella strada", dove non è chiaro se le signore siano dame borghesi o... prostitute. Una scelta ambigua quella di Kirchner, che fosse per denunciare la superficialità e l'ipocrisia della società "bene" o le condizioni degradanti dei quartieri più malfamati di Berlino.

Pronti per passare dall'opera artistica all'outfit?
La misteriosa donna del quadro ci ispira nella creazione di un look molto "urbano", perfetto per le sere d'autunno in città, tra un cinema e una passeggiata davanti alle vetrine.

venerdì 31 gennaio 2014

La moglie di Egon Schiele e un cardigan verdeblu [moda+pittura]

Buon venerdì ragazzuoli! Un paio di settimane fa abbiamo parlato di Modigliani, della sua compagna e della loro tragica fine; la coppia di oggi è ugualmente all'insegna del connubio amore&morte, ma con destino opposto. Mentre Modì fu il primo a morire di malattia e la sua Jeanne incinta a seguirlo volontariamente dopo un giorno, Egon Schiele morì di influenza spagnola tre giorni dopo la moglie Edith Harms, anch'essa in attesa di un bimbo.



Eccola qui sopra Edith Harms, ritratta da Schiele nel 1917. Come vedete anche il periodo storico coincide: parliamo degli anni della Prima Guerra Mondiale, delle avanguardie artistiche, della fine della Belle Epoque. Edith era la modella preferita del giovane Schiele, pittore austriaco noto per la dirompenza (e spesso la crudezza) del suo espressionismo. L'attrazione di Schiele per i lati più prosaici ed anche miseri della vita umana, che l'arte per troppo tempo aveva dimenticato, lo porta a catturare sulla tela persino le ultime ore di malattia dell'amata Edith, mentre lui stesso diveniva preda del terribile morbo che quell'anno (1918) fece strage in tutta Europa. 

Giusto per smorzare un po' i toni vi racconto un piccolo aneddoto personale: in famiglia si dice che la mia bisnonna si salvò dall'influenza spagnola mangiando tanto aglio crudo. Quindi occhio, alla prossima influenza fate il pieno di aglio, non si sa mai ;)

Ma torniamo al dipinto di Edith, intitolato "La moglie dell'artista seduta". Sfondo e modella quasi si confondono, pervasi da colori cupi e fangosi, spalmati addosso alla tela ed alla donna. La carnagione viene accentuata nei suoi toni di bianco e di rosso, bianco come il colletto e rosso come la fiamma dei capelli. Una nota di colore diverso sembra data dal maglione - interpretabile come cardigan - che Edith indossa: è di un blu tendente al verde. Ma se osserviamo bene notiamo che quella stessa tinta compare tra le macchie dello sfondo ed anche tra le pieghe della gonna. Se vogliamo ricreare il look della moglie di Schiele, dunque, non possiamo prescindere da questo colore e dobbiamo mescolarlo a toni neutri e quasi mimetici. Ecco la mia proposta:

venerdì 28 giugno 2013

Egon Schiele: righe e colori, gioie e dolori [moda+pittura]

Nell'opera di oggi Egon Schiele ritrae la moglie Edith mentre indossa un colorato abito a righe, ottimo esempio del tema della settimana. Schiele rappresenta, insieme ad Oscar Kokoshka, il massimo esponente del primo Espressionismo viennese, sviluppatosi all'inizio del '900.


L'espressività e la cruda rappresentazione dell'essere umano sono il punto di forza di Schiele, sovente noto per i suoi nudi pervasi da un erotismo anti-erotico (se così si può dire).
La vita di Egon Schiele, tutta vissuta nei suoi soli 28 anni, è densa di arte ma anche di episodi pesanti, come un periodo trascorso in prigione per pornografia. Anche la sua fine si tinge di tragedia: nel 1918 sua moglie Edith, incinta di sei mesi, viene colpita dall'influenza spagnola e ne muore. Egon le resta vicino facendole oltretutto diversi ritratti durante l'agonia (disperata ossessione amorosa o macabra ossessione artistica?) e, anch'egli contagiato dal morbo, si spegne tre giorni dopo.

Questo ritratto di Edith per fortuna ci appare ben più vitale, anche se la posa della donna è un po' strana (ma non c'è da stupirsi se si conosce lo stile di Schiele). Le ruches della camicietta e le tante righe multicolori sul vestito fanno molta allegria.
Ecco quali pezzi indossare per ricreare lo stesso look:
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...