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mercoledì 20 giugno 2018

Una foto tira l'altra: stile francese [moda+fotografia]

Sarà perchè tra qualche giorno farò una scappata in Francia, sarà perchè lo stile d'oltralpe è tra i miei preferiti... fatto sta che Pinterest mi legge nel pensiero e mi propone questa prima immagine, un outfit con la didascalia "get the parisian style". Mi viene difficile definire lo stile parigino, ma tutti sappiamo che ha quel "non so che" di easy e chic che conquista. Io lo estendo un po' a tutta la Francia, anche se fuori dalla capitale probabilmente è più easy che chic :)
Tra gli elementi caratteristici troviamo le righe "à la marinière", i baschetti, i vestitini (specie la cosiddetta "petite robe noire", l'abitino nero)... ma anche un certo modo di tagliare o raccogliere i capelli, di truccarsi, di usare pochi e semplici accessori ma di qualità...
Insomma è più una sensazione, un'atmosfera ad avermi guidato nella scelta delle fotografie successive: non tutte sono ambientate a Parigi e forse alcune non vi sembreranno particolarmente French Style, ma prendetela come la mia personale e attuale versione di questo mood :)

La canzone che ho scelto per accompagnare, oltre ad avere un titolo azzeccatissimo, non è la classica canzone dalle sonorità "vecchia Parigi". E' un pezzo contemporaneo rock ed elettronico e proprio per questo si sposa bene con il lato meno scontato dei look che vi propongo: non solo gonnelline vintage e scarpette, ma anche pantaloni cropped e sneakers. 



Striped dress outfit | Get the parisian style

venerdì 11 novembre 2016

Autumn in Paris - L'autunno di Mary Cassatt [moda+pittura]

Non poteva esserci dipinto più in tema con l'argomento della settimana che questo "Autunno" di Mary Cassatt, un olio su tela del 1880.



La storia di questa pittrice mi è cara perchè fu una delle poche che vidi sul libro di storia dell'arte al liceo, ed in effetti è una delle rare volte in cui - nel passato - il talento artistico di una donna ebbe modo di nutrirsi, manifestarsi e salire agli onori della Storia.
Mary Cassatt nacque in Pennsylvania (USA) in una famiglia benestante, che le offrì un'infanzia di agi, cultura e viaggi per il mondo. Nel corso di soggiorni in Europa ebbe modo di scoprire l'opera dei pittori francesi allora più in auge: Courbet, Corot, Ingres, Delacroix. L'arte le entrò nell'anima e la spinse a intraprendere la carriera di pittrice, studiando prima in un'accademia americana e poi a Parigi, dove si trasferì a ventidue anni.

venerdì 21 novembre 2014

Ballo al Moulin Rouge... in Orange [moda+pittura]

Arrivo nelle ultime ore di questa giornata con un po' di fiatone a consegnarvi il post del venerdì: la puntualità non è il mio forte in tante altre situazioni, ma qui ci tengo a rispettare il nostro appuntamento con l'arte (e la moda, naturalmente)!
"Ballo al Moulin Rouge" ci trasporta immediatamente nella Parigi fine '800 e non a caso: questo quadro è opera di Henri de Toulouse-Lautrec, il re della Parigi bohémienne e artistica che aveva il suo cuore nel quartiere di Montmartre. 


La vita notturna degli artisti ruotava attorno al Moulin Rouge, locale di spettacoli danzanti situato nel quartiere di Pigalle (accanto a Montmartre). Chi è stato a Parigi avrà sicuramente fatto tappa davanti a questo famosissimo locale riconoscibile per le pale rosse da mulino; eh già, perchè fu ricavato proprio all'interno di un vecchio mulino, così come un altro noto ritrovo della Parigi fin de siècle, il Moulin de la Galette. Mentre quest'ultimo, di poco precedente, venne immortalato dall'impressionista Renoir, il Moulin Rouge divenne il soggetto di numerosi quadri del post-impressionista Toulouse-Lautrec

Non poteva essere altrimenti: Lautrec praticamente ci viveva al Moulin Rouge, beato tra le donne (allegre e disinibite ballerine di can can) e tra i fumi dell'alcool - molto probabilmente i fumi verdi dell'assenzio, la famosa "fata verde" tanto di moda tra gli artisti e i bohèmiens dell'epoca. 
Non voglio sminuire il personaggio, anzi; è arcinoto che Lautrec, pittore di nobili origini e di sfortunata costituzione, era un gran bevitore e un ammiratore delle bellezze femminili. Ma è proprio questo suo vivere densamente la vita nei suoi aspetti più terreni a dare forza e corpo alla sua arte. Le sue scorribande nella Ville Lumière le immagino come un esaltante miscuglio di Alto e di Basso, di sbronze colossali e di discorsi illuminanti sull'Arte, di vicoli bui e di luci rutilanti... come quelle del Moulin Rouge, dove un incessante svolazzare di gonne celebrava a suon di musiche incalzanti la gioia della vita e dell'amore.

Tutto questo mondo è entrato nei quadri di Toulouse-Lautrec e ci resterà per sempre, come la ballerina in calze arancioni che si scatena nel "Ballo al Moulin Rouge". Tutt'intorno si aggirano uomini in completo scuro e tuba in testa, quasi a farle da corona e cornice. Uno di loro si è buttato nelle danze fa tanta simpatia: lungo lungo magro magro, con quelle gambe che paiono snodate a contrasto col busto impettito... mi fa venire in mente certi signori di oggi che scendono sulle piste di ballo liscio, che all'inizio ti fanno quasi ridere a vederli ma poi ti sorprendono per leggerezza e bravura. Tutto il contrario della signora in primo piano, la dama in rosa tutta bardata e sussiegosa: la sua immobilità fa da contrasto allo svolazzare della ballerina e non sembra possibile che potrebbe mai imitarla. Ma chissà, forse in quello sguardo abbassato si nasconde proprio il desiderio proibito di lanciarsi anche lei in questa sorta di "dirty dancing" ottocentesco ;)

La protagonista per me rimane comunque la danzatrice dai capelli e calze color di carota: vogliamo scoprire insieme l'outfit col quale impersonarla ai giorni nostri?

venerdì 21 marzo 2014

De quoi écrire? - La dama delle viole [moda+pittura]

Oggi concludo il tema delle viole presentandovi un'opera affascinante ma di cui si sa poco: "De quoi écrire?" (Di cosa scrivere?), di Hermann Fenner-Behmer. Chi era costui? Un pittore tedesco che dipinse tra fine '800 e inizio '900, in piena Belle Epoque, e che soggiornò a Parigi; visto il titolo francese del quadro (lo potete scorgere scritto di suo pugno in alto a sinistra) possiamo supporre che sia stato dipinto proprio in quel frangente.


Anche se forse si tratta di un'opera più "costruita", a me piace immaginare che mentre gironzolava per Parigi Fenner-Behmer  sia rimasto affascinato da questa elegante donna parigina seduta ad un caffè, e l'abbia voluta ritrarre nella freschezza del momento. Una ragazza intenta a scrivere (o, come dice il titolo, a pensare cosa scrivere) e bere una cosa in tutta tranquillità, come si evince dall'espressione rilassata... ed anche un po' ammiccante, con quel mezzo sorriso dedicato proprio al pittore curioso - ed anche un pochino a noi :)

Il quadro è tutto un gioco di colori tenui (caldi e freddi, chiari e scuri).
Il bianco e le sfumature del viola sono le tinte che illuminano e ingentiliscono tutto l'insieme, così come il viso chiaro e delicato della ragazza. Il castano dei capelli si fonde con la stola di pelliccia che a sua volta quasi scompare nella boiserie del locale. La bevanda rossa nel bicchiere mi ricorda il kirsch, l'aperitivo di ciliegie che ci proponevano ad ogni pasto quando sono stata in vacanza a Parigi l'ultima volta. Quel rosso si sposa perfettamente col viola dell'abito e delle violette (nonchè del fiocco sul cappello): è uno dei rari casi in cui due colori vicini stanno bene tra loro. 

Questa fresca sinfonia di viola, appena scaldata dai toni del marrone, si presta ad essere rivisitata in un look romantico ma "è la parisienne" che ho cercato di realizzare così:

lunedì 4 novembre 2013

Il favoloso mondo di Amélie [moda+cinema]

Sono anni che non rivedo "Il favoloso mondo di Amélie", perciò appena ho scoperto che lo danno in TV domani sera mi è tornato in mente insieme a tutti i ricordi di quel periodo della mia vita. Un periodo più spensierato e pieno di buone speranze rispetto a quello attuale, proprio come l'atmosfera e il messaggio del film. Chissà che non possa essermi(/ci?) di spunto per vedere tutto più rosa anche adesso?

"Il favoloso mondo di Amélie", regia di Jean Pierre Jeunet (2000)
In onda martedì 5 novembre su La7D, alle ore 21.10

Amélie Poulin (Audrey Tautou), la protagonista, è una ragazza particolare: lavora come barista a Parigi, la sua vita non è molto diversa da quella di tanti, ma possiede una sensibilità speciale per il mondo e per gli altri. E quando scopre che il suo scopo può essere quello di far stare bene le persone ci si dedica anima e corpo, in modi curiosi e simpatici che riempiono di allegria il film e gli spettatori (è rimasto negli annali il nano da giardino del papà, che viene fatto credere fuggito in giro per il mondo: prova ne sono le cartoline che manda a casa :) Visto con gli occhi di Amélie tutto può apparire favoloso - nel senso di fiabesco - ed è normale che anche in amore la ragazza finisca per imbattersi in un giovane fuori dal comune, che contribuirà non poco a farla evolvere verso un lieto fine.

"Il favoloso mondo di Amélie" è un film pieno di colore, trovate originali (anche nella costruzione stessa dell'opera), buoni sentimenti ed una colonna sonora rimasta famosissima, perfetta per la Parigi raccontata dal film. Ricordo di aver trovato azzeccati (e copiabili!) anche i look di Amélie, semplici ma coloratissimi pure loro, in sintonia con il suo carattere tenero e buffo. Mi spiace non aver trovato molte foto su internet e nessuna a figura intera; spero di darvi comunque un piccolo assaggio con quelle che seguono. E aspetto di sapere la vostra sul film!







lunedì 14 ottobre 2013

La vie en rose: storia di un "passerotto" [moda+cinema]

"La mome", il passerotto, era il primo soprannome della cantante nota come Edith Piaf ed è il titolo originale del film imperdibile di questa settimana (in onda domenica prossima in seconda serata). 

"La vie en rose", regia di Olivier Dahan (2007)
In onda domenica 20 ottobre su Rai Movie, alle ore 23.20

Il film racconta la vita della grande artista francese a partire dalla sua povera infanzia. Il talento canoro di Edith non passa inosservato: prima viene sfruttato dal padre, che la costringeva a cantare per la strada, poi intercettato da un impresario che le apre la strada verso quello che diventerà, più tardi, uno straordinario successo. Forse proprio per le sue origini umili e travagliate la Piaf è stata, nella vita e nell'arte, una vera combattente e si è imposta sulla scena nonostante dolorosi problemi di salute e personali. Tutto il suo percorso merita di essere scoperto e questo film lo fa alla grande, soprattutto grazie all'interpretazione fedele di Marion Cotillard (premio Oscar come migliore protagonista). 

Tra canzoni celeberrime, atmosfera parigina, drammi e successi, attraversiamo con Edith Piaf quattro decenni di storia, anche del costume e della moda: dagli anni '20 della sua adolescenza di strada agli anni '60 della fama ormai internazionale. Ecco a voi qualche anticipazione, buona visione... ora e domenica!

lunedì 23 settembre 2013

Moulin Rouge! [moda+cinema]

Archiviato il post sulla moda nei telefilm passo al più consueto argomento: un film in programma questa settimana in TV. Stavolta vi propongo "Moulin Rouge!" in onda domani su Cielo in seconda serata.

"Moulin Rouge!", regia di Baz Luhrmann (2001)
In onda martedì 24 settembre su Cielo, ore 23.15

Libertà, bellezza, verità e amore
: queste le parole chiave del film e dello spirito bohémien, messe in bocca da Baz Luhrmann al personaggio di Toulouse Lautrec. All'epoca dell'uscita di "Moulin Rouge!" la vita degli artisti parigini di fine '800 era un mito per me e per le mie amiche, tanto che quelle parole divennero anche il nostro motto. E ben presto organizzammo una festa a tema, con tanto di abiti lunghi e musiche da can can :)
Il film è un musical atipico, che ha segnato la rinascita di questo genere nel panorama cinematografico. Mescola personaggi reali a personaggi inventati ma verosimili, ossia i protagonisti.

Christian (Ewan McGregor) è un giovane aspirante scrittore inglese, fuggito a Parigi per sottrarsi all'autorità paterna. Si è stabilito nel quartiere più effervescente della Ville Lumière: Mont-Martre, il quartiere degli artisti. Entrato in contatto con una compagnia teatrale squinternata, scrive i suoi testi e finisce per conoscere la bella Satine (Nicole Kidman), star del Moulin Rouge. Tra i due giovani nasce un amore autentico, ma di mezzo si mette il ricco Duca di Monroth, interessato a Satine ma per un vile scambio di favori... 

Ora vi lascio con una carrellata dei look sfavillanti di Satine: costumi di scena dai colori e tessuti preziosi, adornati di gioielli opulenti. E anche un abito più sobrio (per i fuori scena) caratterizzato dalla linea a sirena tipica di fine '800. Buona visione, ora e domani!


venerdì 23 novembre 2012

Parigi Belle Epoque [moda+pittura]

Buon venerdì!
Visto che questa settimana siamo in tema "douce France", ho scelto per il post di oggi un pittore simbolo della Belle Epoque parigina: Toulouse Lautrec.
Tra le sue opere ci sono una quantità di dipinti e un altrettanto numero di manifesti per spettacoli del "Moulin Rouge" e dintorni, io mi sono diretta su uno di questi ultimi.



La danzatrice che vi viene presentata è la celebre Jane Avril, ballerina di can-can e amante del pittore stesso. Toulouse Lautrec viveva in pieno nell'atmosfera di quell'epoca e di quel particolare luogo che era Montmartre, condividendo con le "sue" ballerine amicizie, amori, bevute...

Non sono sicura che quelle che indossa siano "francesine", ma ci assomigliano molto e dato che sono al centro dei miei pensieri ultimamente ;) ci costruirò il look intorno!
Vediamo come...

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