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venerdì 12 febbraio 2016

La bella addormentata nel bosco [moda+pittura]

Buon venerdì Musetti! Oggi incontriamo una nuova principessa, la Bella Addormentata nel Bosco (Aurora secondo il film Disney). Se già criticavo Biancaneve e Cenerentola per scarsa intraprendenza, qui siamo proprio ai minimi storici - almeno secondo la fiaba originale: la Bella Addormentata non fa altro che pungersi col fuso e poi cadere appunto addormentata, in preda all'incantesimo che solo l'arrivo di un baldo principe potrà sciogliere.

Però non c'è dubbio che l'immagine della bella dormiente per cento anni insieme al resto della corte, come se il tempo si fosse congelato in quel palazzo immerso nel bosco silenzioso che cresce tutt'intorno... be', è davvero suggestiva! Non per niente molti artisti si sono lasciati affascinare dalla storia e dalla sua protagonista, fermando davvero l'istante sulla tela o sull'incisione per le illustrazioni del libro. A farsi ammaliare sono stati tra gli altri diversi Preraffaelliti: l'abbiamo già visto con altre principesse, questa corrente pittorica amava pescare nell'immaginario medioevale, nelle favole e nei miti che hanno radice in quell'epoca.
Il risultato sono immagini altamente seducenti, dove la bellezza della fanciulla addormentata si intreccia con quella del contesto che le fa da cornice: elementi naturali, architetture, tessuti,... su cui la fantasia degli artisti si è sbizzarrita meravigliosamente.

Pronti per sognare con la Bella Addormentata?

John Collier

venerdì 5 febbraio 2016

Cenerentola, tra stracci e scarpette di cristallo [moda+pittura]

Altro giro di giostra con le principesse delle fiabe, questa volta siamo in compagnia di Cenerentola!
Vi dirò, la sua storia non mi ha mai molto entusiasmato, certo lei è sempre meglio di quella credulona di Biancaneve, ma non fa altro che essere buona e paziente e sperare di andare al ballo... poi si susseguono tre colpi di fortuna (l'intervento miracoloso della fata madrina, l'incontro folgorante col principe e la provvidenziale perdita della scarpetta) e voilà, la povera Cenerentola si ritrova felice principessa! Però ammetto che anche a me ha sempre fatto sognare la descrizione degli abiti da festa creati su misura per lei dalla fata (una fata stilista, che bello :) in un crescendo di splendore di sera in sera (nella versione che ho letto io infatti Cenerentola va più volte al ballo e solo l'ultima sera rischia di sforare la mezzanotte e perde la scarpetta).

Anche questa volta comunque è stato molto interessante scoprire ottimi artisti che hanno valorizzato perfettamente la figura di Cenerentola, chi dipingendola nelle sue umili vesti di servetta di casa, chi illustrandone il trionfo. Nel ripercorrere la fiaba cominciamo con un Signor Artista, il pittore preraffaellita John Everett Millais; seguiranno dipinti e illustrazioni di varie epoche e per finire troverete la mia rivisitazione del look di Cenerentola... sì ma quale? Lo scoprirete presto!

John Everett Millais, 1881

venerdì 19 giugno 2015

The Lady of Shalott [moda+pittura]

Nella puntata di oggi torno con piacere ai miei amati Preraffaelliti, nella fattispecie con John William Waterhouse e la sua "Lady of Shalott". Un quadro dall'atmosfera malinconica e struggente (soprattutto se conoscete la storia della protagonista. Non la conoscete? Qualche riga più avanti la scoprirete :) che gli animi romantici non potranno fare a meno di apprezzare.


Di John William Waterhouse e dei Preraffaelliti avevo già parlato in questo post e in diversi altri, perciò direi che possiamo passare a concentrarci sul dipinto e sul suo soggetto. L'ispirazione dichiarata è quella di un poema di Alfred Tennyson (poeta romantico inglese) del 1833.
"The lady of Shalott" come opera letteraria elabora una leggenda medioevale legata al ciclo di Artù, un universo che affascinava moltissimo anche i pittori Preraffaelliti.

La storia ha tutto il sapore di una fiaba... ma senza lieto fine. 
Una giovane donna, Elaine, è costretta per una maledizione a vivere rinchiusa in una torre sull'isola di Shalott, situata in un fiume vicino a Camelot. La maledizione dice che nonappena osasse guardare verso Camelot sarebbe destinata a morire. La fanciulla dunque ha passato tutta la sua vita da reclusa, riuscendo però ad osservare il mondo esterno di Camelot attraverso uno specchio. Ciò che vede di riflesso - cacce, cavalieri, amori... - lo rappresenta intessendo una bellissima tela... e così trascorrono i suoi giorni, potendo solo sognare e raffigurare, mai vivere appieno la realtà.
Un bel dì però la dama vede nello specchio passare Lancillotto a cavallo, intento a cantare una canzone mentre torna a Camelot. Elaine se ne innamora immediatamente e nello stesso momento si rende conto più che mai della limitatezza della propria vita. Segue Lancillotto con lo sguardo, ma stavolta dal vivo... e posando gli occhi su Camelot si condanna al compimento della maledizione.
Waterhouse la immortala nel suo mortale momento successivo, quando mentre la vita la abbandona la dama di Shalott si lascia trascinare dalla corrente del fiume su una barca insieme alla preziosa tela destinata a svanire con lei. 

La barca, si sa, è un potente simbolo della vita in balìa del tempo (il fiume che scorre e che inesorabilmente ci porta verso la morte). Nel mito della Lady of Shalott qualcuno ha visto inoltre una simbologia del rapporto dell'artista con la realtà. Per chi fa arte è infatti sempre presente il rischio di non vivere pienamente un bellissimo paesaggio, un fantastico evento ecc... perchè troppo presi a progettare e poi realizzare la sua rappresentazione, che sia in forma visiva, letteraria o musicale. Un qualunque amatore di fotografia può capire perfettamente di cosa parliamo: molte volte si finisce davvero col passare il tempo a scattare e poi rendersi conto di aver vissuto la situazione solo attraverso il filtro dell'obiettivo...

A questo proposito leggevo - non so più dove - un commento sul fatto che alcune persone, trovandosi nell'eccezionale occasione di incontrare di persona Barack Obama, erano intente a fotografare la cosa nel momento stesso in cui gli stringevano la mano. Ma qui dall'arte sfociamo nel campo sociologico, nella smania collettiva di fissare tutto col telefonino "altrimenti è come non lo si fosse vissuto davvero"... e vai di selfie su selfie (il nuovo dogma è "mi rivedo dunque esisto").

venerdì 18 luglio 2014

L'invisibile arcobaleno [moda+pittura]

A chiudere il cerchio degli arcobaleni vi propongo un dipinto Preraffaellita che avevo visto sui libri di scuola e già allora mi era rimasto impresso. E' "La ragazza cieca" di John Everett Millais.


venerdì 27 settembre 2013

The Owl [moda+pittura]

Seguendo il volo del gufo e dei suoi compari notturni, questo venerdì atterriamo sull'albero dei Preraffaelliti. Un albero a me caro, che ci presenta oggi un dipinto di Val Prinsep: "The Owl" (non un vero e proprio gufo, bensì un barbagianni).


Val Prinsep suona piuttosto fiabesco, ma è proprio il nome (o meglio il diminutivo) di un pittore inglese della corrente di fine '800, per esteso Valentine Cameron Prinsep. Nato nell'India coloniale, Prinsep faceva parte di una famiglia piena di personaggi interessanti, tra cui una zia che divenne la nonna di Virginia Woolf.

In questo dipinto vediamo una giovane ragazza che tiene tra le braccia non un cagnolino, un gattino o un furetto, ma un selvaticissimo rapace - un barbagianni. Il titolo italiano del quadro è proprio questo e infatti, cosa che mi ha stupita, in inglese esiste un unica parola (owl) per indicare diverse specie di rapaci notturni.
Forse Prinsep voleva rifarsi, come d'uso tra i preraffaelliti, all'immaginario medioevale e fare una versione femminile (e dunque notturna, lunare) del cacciatore col falcone. La fanciulla dalla chioma rossa accarezza con dolcezza la sua "bestiola"... che a me in realtà fa un po' impressione con quegli occhioni neri, ma la scena nell'insieme è suggestiva.

Per re-interpretarla in chiave più moderna vi propongo un look da tenere in considerazione per i primi freddi: ecco con quali pezzi comporlo.

venerdì 7 giugno 2013

La belle dame sans merci [moda+pittura]

Questo dipinto di Frank Cadogan Cowper risiede da molto tempo nel mio computer e quando ho pensato ad un abito rosso non potevo che scegliere lui. E' uno dei quadri preraffaelliti che più mi piace, emana un fascino sottile e fortissimo proprio come la sua protagonista.


"La belle dame sans merci" (la bella dama senza pietà) è colei che domina la scena, la donna dai rossi capelli e dal rosso vestito sparso su un prato di papaveri, ed ai suoi piedi giace il cavaliere soggiogato dalla sua malìa. Il soggetto dell'opera prende titolo e spunto da una ballata del poeta inglese John Keats: narra di un cavaliere che, trovatosi sperduto in un luogo desolato, incontra una fanciulla "dagli occhi selvaggi" che dice di essere figlia di una fata e lo conduce alla Grotta degli elfi, portandolo in realtà alla perdizione.

La dama senza pietà, un soggetto molto amato e ritratto dai Preraffelliti, è l'archetipo della donna fatale, che conduce l'uomo innamorato in una dimensione sospesa e pericolosamente irreale (un esempio antichissimo: Circe che seduce Ulisse). La rossa dama del dipinto trionfa sul quadro e sull'uomo, conscia della propria bellezza e del proprio potere, e con gesto quasi svagato si acconcia i capelli... tanto lui non può più scappare ;) Ecco la mia idea per copiarne lo stile quest'estate e magari ottenere lo stesso effetto - be', un po' meno micidiale - sugli uomini:

venerdì 12 aprile 2013

Amore d'aprile [moda+pittura]

Era da un po' che non vi mostravo un'opera Preraffaellita, ma con l'aria di primavera mi è tornata anche la propensione per questo tipo di pittura... specie per soggetti come questo, soave nei colori e nell'atmosfera.
E' l'opera forse più famosa di Arthur Hughes, autore tra l'altro di una bellissima "Ofelia" (che sembra piuttosto la Primavera del Botticelli. A proposito, ecco un ottimo spunto per un prossimo post :)  



In "Amore d'aprile" una fanciulla si nasconde trepidante in un anfratto ornato d'edera, forse a sbirciare non vista il suo innamorato. Fiori rosa si intravedono sullo sfondo e in petali sparsi sul prato.
La delicatezza di quell'abito violetto e dell'incarnato, la leggerezza dell'impalpabile sciarpa che sembra mossa da una brezza primaverile... tutto compone uno scorcio di deliziosa freschezza.
Questa volta imitare il look del ritratto è molto semplice...

venerdì 28 settembre 2012

Ofelia nel bosco [moda+pittura]

Buon venerdì a tutti, oggi proseguiamo la passeggiata nel bosco (iniziata con lo scorso post) seguendo le orme di Ofelia. La tragica fanciulla shakespeariana è un soggetto molto amato dai pittori preraffaelliti: qui è John William Waterhouse a immortalarla, in un dipinto del 1910.


L'ho già detto, ma lo ripeto volentieri: i quadri preraffaelliti sono tra i miei preferiti. Cura per il dettaglio, scelta dei colori, delicatezza dei tratti, espressività, atmosfera... tutte caratteristiche che me li fanno amare e che qui sono ben visibili.
Gli abiti delle protagoniste preraffaellite, poi, mi fanno sempre sognare, ed ecco come trasformare il sogno in realtà:

venerdì 8 giugno 2012

Aurelia (e le sue trecce) [moda+pittura]

Buon venerdì e buon weekend!

Oggi, parlando di chiome intrecciate (v. post precedente), ho diretto il mio sguardo verso l'immaginario pittorico dei preraffaelliti (gruppo di artisti fondato nell'800 da tre giovani inglesi che si ispiravano alla pittura italiana prima del '400). Ho scelto un famoso dipinto di Dante Gabriel Rossetti: "Aurelia" (o "L'amante di Fazio").

Ho sempre ammirato le idee del movimento preraffaellita e i loro dipinti hanno su di me un grande fascino; appena avrò occasione ne condividerò altri con voi. Qui si notano tratti comuni a quello stile: la cura dei dettagli nel volto della donna e negli accessori della sua toeletta, l'espressività, l'accento quasi maniacale sui bellissimi capelli.


Mentre Aurelia si scioglie le trecce, noi sbirciamo i suoi abiti e gioielli e cerchiamo, come al solito, di copiarne lo stile a modo nostro:

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