lunedì 30 ottobre 2017

Steampunk: dalla nascita del fenomeno al grande schermo [moda+cinema]

Buongiorno Musetti, iniziata bene la settimana? Qualcuno sta approfittando del ponte?
Come promesso inauguriamo una tripletta di post dedicata al fenomeno steampunk, che ho scoperto di recente e che mi ha molto incuriosito.

Lo steampunk è all'origine
un filone della narrativa fantastica fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all'interno di un'ambientazione storica, spesso l'Ottocento e in particolare la Londra vittoriana dei romanzi di Conan Doyle e H. G. Wells.
Le storie steampunk descrivono un mondo anacronistico (a volte un'ucronia) in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) e l'energia elettrica torna a essere, come nella fantascienza ottocentesca, un elemento narrativo capace di ogni progresso e meraviglia; dove i computer sono completamente meccanici (...). Un modo per descrivere l'atmosfera steampunk è riassunto nello slogan "come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima" [da Wikipedia]

Lo steampunk è un genere diventato trasversale e ispiratore in numerosi settori culturali, passando dalla letteratura al cinema, all'arte, ai fumetti, alla musica, ai videogiochi...
Segno distintivo è il riferimento ad atmosfere e tecnologia dell'800 e della Rivoluzione Industriale, all'insegna della meccanica e del vapore; però associati a vicende fantascientifiche/fantasy o comunque stranianti rispetto alla realtà oggettiva di quell'epoca.

Come arriviamo all'ambito della moda?
Succede perchè lo steampunk inizia ad intrigare alcuni appassionati delle subculture punk e gothic, che vi vedono un interessante filone di espressione affine ai loro gusti. Lo interpretano così sia in chiave musicale (con la nascita di gruppi di nicchia che si dichiarano steampunk), sia nel comunicare se stessi attraverso la moda e l'arredamento.

La "moda steampunk" non ha canoni definiti, ma tenta piuttosto di rispondere alla domanda "cosa sarebbe successo se punk, goth e rivet fossero vissuti in epoca vittoriana?". Le risposte possono consistere in acconciature alla moicana, o massiccio ricorso al piercing, oppure corsetti e sottovesti a brandelli, o completi vittoriani con occhiali di protezione e stivali con fibbie a suola larga.[da Wikipedia]

Nel cinema, si può considerare steampunk (anche solo in parte) ogni opera incentrata sulla fantascienza ottocentesca classica (es. i film tratti dai romanzi di Verne, oppure quelli d'epoca di Meliès), ma anche i fantasy che mescolano epoche diverse - sempre comprendendo la tecnologia dell'800, che rimane imprescindibile.
Vi propongo ora una serie di film d'ispirazione steampunk con presenza femminile, così da iniziare a farvi un'idea di cosa intendo e... a scoprire i primi look a tema :)
Wikipedia ne suggerisce moltissimi, io ho scelto solo quelli che mi sembravano più interessanti sia dal punto di vista fashion che per l'effetto straniante e avvincente; sono tutti contemporanei quindi con riferimenti voluti a un mondo passato.

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Lo avrete riconosciuto subito, è "Ritorno al futuro 3" con l'indimenticabile "Doc" insieme all'amata Clara (Mary Steenburgen), conosciuta proprio in questo viaggio nel Far West (Far in tutti i sensi ;) )

In questo caso il look della donna è semplicemente e squisitamente ottocentesco; il "fattore steampunk" sta nel fatto che Doc manipola la tecnologia dell'epoca (su tutti il treno a vapore) con le conoscenze attuali, facendole realizzare cose mai viste - tipo viaggiare nel tempo :D

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Ecco invece un outfit già più particolare, quello di Mina Harker (Peta Wilson) in
"La leggenda degli uomini straordinari" (2003)

Mina, che come gli altri "uomini straordinari" del film prende il nome da un famoso personaggio letterario ottocentesco (nel suo caso dalla protagonista del Dracula di Bram Stoker), è una scienziata-vampira. Anche gli altri compari hanno caratteristiche che li ricollegano ai personaggi cui sono ispirati e, in alcuni casi, a peculiari mezzi tecnologici dell'epoca (in cui peraltro è ambientato il film), oltre che a elementi magici.
Mina Harker si presenta sia in abiti femminili ottocenteschi, sia in questa versione più combattiva: un outfit in cui elementi quali il corsetto dall'aria metallica, i pantaloni aderenti in pelle nera e il lungo mantello cangiante con polsini in pizzo (nonchè lo smalto bordeaux) farebbero gola a molte ragazze dark/goth moderne :)

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"Il giro del mondo in 80 giorni", ispirato al romanzo di Jules Verne:
lo cito anche se non mi ha entusiasmato (non essendo molto fedele all'originale),
perchè non potevo evitare un omaggio ad una delle storie che da piccola mi ha avvinto di più sotto forma di cartone animato :) Andavo veramente matta per il leone Phileas Fogg e le sue avventure!

Credo questo film sia stato inserito nelle opere steampunk per l'inventiva dei personaggi nel creare mezzi di trasporto d'ogni tipo adatti a compiere l'impresa. Anche qui la protagonista femminile, la pittrice Madame La Roque (Cécile de France), può esserci d'ispirazione fashion esclusivamente per il gusto vintage di fine '800

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Molto più interessante è la figura di Lina, ragazzina protagonista di
"Ember - Il mistero della città di luce" (2008)

Il film è pervaso da un'atmosfera molto particolare, definirlo steampunk mi pare azzeccatissimo in quanto parla di una società distopica/post-apocalittica rinchiusa nelle profondità della terra, dove la tecnologia seppur efficiente pare essersi fermata ad un'epoca passata, insieme agli arredi e all'abbigliamento delle persone. Anzi, direi un affascinante miscuglio di epoche, dal '500 ai primi del '900.

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Altra protagonista ragazzina è Isabelle (Chloe Grace Moretz) in "Hugo Cabret" (2011),
immancabile in questa rassegna di film essendo un grande omaggio a George Meliés,
primo regista di pellicole di fantasia e fantascienza ed inventore degli effetti speciali.

La storia è ambientata negli anni '30 e vede come protagonista un piccolo orfano che vive nella stazione ferroviaria che gli fa da dimora insieme allo zio manutentore di orologi; prende il via dalla scoperta di un misterioso automa. Questa ed altre stranezze tecnologiche, in questo caso di inizio '900, unite alla figura di Meliès creano i presupposti per definire "Hugo Cabret" un'opera steampunk. Dal punto di vista modaiolo ci "limitiamo" a prendere ispirazione dal look anni '30 di Isabelle, un look quindi non da vamp ma da ragazzina. E mi piace!


Anche in versione più "da festa":

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In conclusione, per quello che ho visto ci sono molti film con tematiche steampunk ma pochi costumi effettivamente associabili a quel genere; più che altro essendo tali opere ambientate in epoche passate (dall'800 ai primi del '900) possiamo trovarvi buone ispirazioni vintage.
Delle protagoniste citate, l'unica che assorbe anche su di sè lo spirito steampunk è la Mina della "Lega degli uomini straordinari". Nel prossimo post, incentrato su moda&fotografia, potrete ammirare steampunk girls a pieno titolo, simili a lei ma ancora più calate nella parte: vi aspetto mercoledì, non mancate!


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