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venerdì 9 giugno 2017

Dalla Svezia in gonna rossa [moda+pittura]

Per presentarvi l'outfit di oggi di ispirazione artistica sono incappata in questo dipinto di un interessante espressionista svedese, Einar Jolin. Non avevo mai incontrato un pittore di questa nazione ed è stata un bella scoperta. Jolin, attivo nei primi del '900, scelse come universo soggettistico scene di vita quotidiana in interni o esterni, con figure stilizzate e allungate (un po' alla Modigliani). Spesso le sue protagoniste sono donne vestite di vivaci colori, gli stessi colori che in altre tonalità, a contrasto, compaiono su sfondi di pareti, quadri, cielo e mare.


Questa "Donna in gonna rossa" dalla posa statuaria e sinuosa, per esempio, col suo gioco di rosso e nero fa da contraltare alla delicatezza acquea della parete e della tela floreale sullo sfondo. Chissà, forse si trattava di un altro suo dipinto, oppure era opera della donna ritratta...

Ho cercato di ricostruire lo stesso tipo di contrasto muovendomi tra capi e accessori, per un look sensuale e spiazzante adatto ad una sera in cui una donna voglia far colpo con personalità. 

lunedì 25 luglio 2016

Buon compleanno Lila Lee! [moda+cinema]

Lila Lee, al secolo Augusta Appel (25 luglio 1902 - 13 novembre 1973), ha interpretato nei film e nella vita un eterno ruolo di brava ragazza, di donna dall'animo buono e generoso non sempre ricambiato dal mondo.


A volte i nostri lineamenti suggeriscono agli altri un "tipo", un carattere che non è detto sia quello più autentico ma che ci condiziona per tutta la vita. Questo è stato forse il caso di Lila Lee, scelta fin dagli esordi proprio per il suo visino dolce e lo sguardo tenero e tutt'altro che infuocato. A quel tempo (fine anni '10 - inizio anni '20) andavano di moda le eroine dal cuore buono e puro, da contrapporre alle vamp fatalone in una lotta che voleva essere d'insegnamento morale.
Cito da mymovies.it:

La sua personcina aggraziata e volutamente dimessa si prestava alla perfezione per quei film rurali che esaltavano la vita di campagna contro quella di città, irta di pericoli e di insidie, un genere cinematografico che in quegli anni era molto frequentato: Rose of the River e Puppy Love (entrambi del 1919) ne sono due tipici esempi.
(...) i suoi ruoli erano più o meno sempre quelli di una brava ragazza, il cui innamorato veniva insidiato da una donna più elegante e sofisticata di lei, ma alla fine la sua purezza e la sua costanza avevano ragione di queste intriganti e il maschietto tornava a casa pentito ad implorare il perdono.

venerdì 12 dicembre 2014

Addobbare (e addobbarsi) per Natale [moda+pittura]

Come procedono i preparativi? Qui tutto tranquillo, "chi va piano va sano e lontano" (avevo detto che nel ponte cominciavo gli addobbi, non che li ho già finiti... ;)
Anche la ragazza di questo dipinto ha appena cominciato a decorare l'abete: è stata immortalata dal pittore russo Aleksei Mikhailovich Korin col titolo abbastanza giustificato de "L'albero di Natale".


Di questo Aleksei sono riuscita a scoprire poco, giusto i riferimenti temporali (1865–1923) la nazionalità russa e alcuni altri dipinti. Siamo, come avete capito, sempre nel campo dei nostri affascinanti "minori" (o "testimoni" per dirla à la Gillipixel). Osservando questo quadro non ho dunque nozioni e preconcetti di sorta e mi lascio prendere dalle pure sensazioni. Come prima cosa noto un'affinità con un Grande della pittura - nonchè uno dei miei preferiti: Edvard Munch. C'è qualcosa di simile nel modo in cui entrambi stendono le pennellate di colore, ad esempio nella sinuosità con cui è reso lo stacco di colore del pavimento tra luce e ombra. Manca però uno schema compositivo definito (Munch avrebbe accentuato le linee, verticali o orizzontali, degli elementi rappresentati). Qui tutto è soffuso, una dolce mescolanza di colori caldi ulteriormente scaldati dalle luci gialle accese qua e là nella scena. Una scena domestica, intima; la fotografia di un momento tutto sommato banale nella sua semplicità, ma prezioso e importante come un ricordo di famiglia.

Mikhailovich Korin non ha scelto di raffigurare la magnificenza di un albero già pronto e splendente di luci, no, ha invece subìto (come me :) il fascino dei preparativi e di quella fase di attesa del Natale così carica di pensieri positivi. La magia rasserenante del Natale si legge anche sul volto della ragazza, acceso di luce riflessa e pervaso da un lieve sorriso.

Ma veniamo ora alla seconda parte del post, ovvero... come addobbarsi per Natale.
Il look della ragazza dipinta è molto semplice: un abito bianco, quello indossato per i giorni di festa da tutte le giovinette dei primi '900 (anche quelle di Munch). E' un primo spunto per un outfit da pranzo di Natale forse un po' diverso dalla norma attuale ma molto efficace (in fondo è bello che sia un "bianco Natale" e se non lo è per la neve... qualcuno deve provvedere a mantenere l'atmosfera :)


H&M Lace dress





Il resto dell'outfit lo fanno abete, addobbi e sfondo: seguitemi per scoprire come!

venerdì 3 ottobre 2014

Collezioni autunno-inverno dalle passerelle... dell'Arte [moda+pittura]

Benvenuti al secondo appuntamento della mia particolare Fashion Week: dopo avervi presentato i colori moda della prossima stagione oggi vi propongo una sfilata di look autunno-inverno molto particolare. Le location? Milano, New York, Copenhagen... ma anche campi e montagne (chi più della natura può fare da scenografia agli abiti della stagione che viene?)
Le modelle? Quelle dei pittori, ovviamente! Perché quelli che vedrete sono dieci quadri, uno per ogni collezione... ovvero ogni epoca dell'arte contemporanea. E gli abiti saranno quelli indossati dalle donne (modelle appunto, o semplici passanti) immortalate dai pittori in un autunno o inverno di molti anni fa. Sarà un modo per ripassare gli stili dell'arte e della moda dal 1850 agli anni '20 del '900, un periodo denso di storia e ricco di movimenti artistici, non a caso i miei preferiti.

Questa volta quindi niente ricostruzione di look, lascio parlare solo le opere nella loro purezza: che la sfilata abbia inizio!


Foglie d'autunno - John Everett Millais
Collezione autunno/inverno 1855

venerdì 18 ottobre 2013

Ritratto di una poetessa: Amalia Guglielminetti [moda+pittura]

Quando ho pensato al ritratto di una donna su un divano mi è venuto subito in mente un certo quadro.
Un quadro a grandezza più che naturale (anche se purtroppo ne ho potuta rintracciare solo una copia molto piccola), che un giorno di dieci anni fa mi ha colpito entrando nel salone di una mostra sui pittori torinesi.


L'opera è di Mario Reviglione ed ha il semplice titolo di "Ritratto di Amalia Guglielminetti".
Forse non molti di voi sapranno chi è stata Amalia Guglielminetti, perchè non è autrice molto conosciuta nè si studia a scuola... come succede invece al suo amico-amante Guido Gozzano.
Ora, dovete sapere che per questa poetessa ho una vera e propria ammirazione, come scrittrice e anche come donna stilosissima e affascinante nella sua epoca (i primi del '900, in particolare qui la vediamo ritratta negli anni '10). Nel suo sguardo c'è la profondità e l'ardore di un animo irrequieto e sensibile. Nelle sue parole ci trovo più modernità poetica che in quelle del decantato Gozzano, che di esse per prime si innamorò, poi di lei, fino a stancarsene e lasciarla. Sola, come orgogliosamente Amalia dichiarava di vivere.



Io non so chi tu sia. So che una sera
noi ci gettammo l’anima negli occhi,
con l’impeto di chi brama e non spera.
La ripigliammo cauti, quasi tocchi
da un dubbio, e ancor la scagliammo a segno,
come la freccia che dall’arco scocchi.




Se vi interessa approfondire la sua vita e i suoi scritti trovate due pagine interessanti QUI e QUI.
Con sommo piacere ho provato a immaginare i panni di Amalia trasposti ad oggi ed ecco il risultato:

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